Tag: Oceania

Hamilton, l'isola australiana dei sogni

di Valentina

maggio 6, 2009

Ben Southall, 34enne inglese di Petersford, scelto tra più di un milione di candidati, si è aggiudicato “il lavoro più bello del mondo“: per sei mesi sarà il custode di un’isola tropicale australiana, Hamilton.
Scopriamola.
Whitsundays

Hamilton, una delle 74 isole tropicali dell’Oceano Pacifico situata tra la Grande Barriera Corallina e lo stato australiano del Queensland, è circondata di finissima sabbia bianca.
Nel cuore delle Whitsundays, racchiude una cittadina con un proprio aeroporto, un porticciolo e un’ampia scelta di alberghi, ristoranti, bar e attività a cui dedicarsi. Molte coppie scelgono di sposarsi nella romantica cappella nuziale con vista mare.

Una delle magnifiche spiagge di Hamilton
Gli alloggi, dal resort al campeggio per gli amanti della natura, sono di vario tipo e per tutti i gusti. Chi cerca tranquillità potrà trovare luoghi solitari e silenziosi, chi vuole fare sport e divertirsi potrà scegliere tra diverse attività.

Hamilton
L’isola è ideale per nuotare, fare snorkeling, immersioni o altri sport acquatici, e anche per uscite in barca a vela.

Tasmania: l'isola alla fine del mondo

di patrizia

gennaio 30, 2009

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La Tasmania è un’isola montuosa, grande come la Svizzera (è lunga 364 Km da nord a sud e 306 km da est a ovest), situata a circa 240 km dall’Australia meridionale e sembra un luogo ai margini del pianeta persino per gli australiani. E’ l’unica isola dell’Australia ed è caratterizzata da immense vallate verdi, montagne frastagliate, fitte foreste secolari, spiagge brulle ed incontaminate e città poco abitate. I suoi centri urbani principali sono Hobart (la capitale) e le città di Glenorchy e Clarence.

La grande attrazione della Tasmania è però la sua natura selvaggia ed incontaminata che richiama ogni anno migliaia di turisti. Il 37%  del suo intero territorio, infatti, con i suoi 18 parchi nazionali e 2mila km di sentieri percorribili esclusivamente a piedi, è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. E’ grazie alla sua posizione isolata che la flora e la fauna della Tasmania non sono presenti in nessun altra parte del mondo (come il tilacino o lupo marsupiale ed il diavolo della Tasmania).

L’isola vanta una regione di 160mila ettari completamente selvaggia che racchiude uno dei paesaggi di montagna più maestosi dell’Australia: il Cradle Mountain National Park. Questo parco nazionale montano con le sue cime frastagliate e le sue brughiere, rappresenta il gioiello di questo paradiso naturale. E’ collegato al bellissimo lago St. Clair dal sentiero più famoso della Tasmania, nonché meta agognata da ogni australiano, un percorso lungo 85 Km chiamato Overland Track. Lungo l’Overland Track ci sono rifugi ma sono quasi sempre occupati, quindi , è consigliabile rivolgersi ad una buona organizzazione di trekking che gestisce rifugi privati, invece di portarsi dietro l’attrezzatura da campeggio per i sei giorni di escursione. L’ultimo giorno di trekking, dopo aver percorso una fitta foresta di eucalipti, si raggiungono le sponde del lago St. Clair, di origine glaciale, che è il più bello della Tasmania. Segue poi una crociera di 16 km che aggiunge un tocco di magia ai ricordi indelebili del Candle Mountain. Lauceston è il punto di partenza e arrivo delle escursioni. Le escursioni si fanno da novembre ad aprile, tutti i giorni.

Freycinet è, invece, il parco costiero più vecchio della Tasmania, uno scenario suggestivo fatto di montagne di granito, spiagge bianche ed un oceano color lapislazzulo. Al suo interno si possono fare tantissime attività diverse: dall‘avvistamento delle balene alla visita ai campi di allevamento dei pinguini e dei cigni neri, fino alle passeggiate guidate tra foreste popolate da marsupiali, pappagalli dalle piume variopinte e alcioni giganti. Seguendo un percorso autoguidato tra distese di fiori selvatici si arriva ad uno scenario naturale ineguagliabile: la baia di Wineglass, uno dei panorami più belli dell’Australia. La costa di Freycinet è famosa anche per la cucina del pesce (qui i gamberi di fiume sono grandi come aragoste!). Se si vogliono avvistare le balene il periodo migliore per recarsi in Tasmania è tra maggio e settembre.

Un viaggio tra i vini della Barossa Valley

di patrizia

maggio 13, 2008

Barossa Valley - Australia Meridionale

La Barossa Valley è l’area vinicola più celebre di tutta l’Australia e si estende intorno alla città di Adelaide, a circa un’ora d’auto a nord est. La graziosa e pittoresca Barossa Valley produce, insieme alla vicina, ma meno nota, Clare Valley, quasi il 60% dei vini dell’intero Paese. E’ soprattutto nota per i suoi vini rossi robusti e corposi fatti con uve Shiraz.

Per vivere al meglio una vacanza all’insegna del turismo enogastronomico, vale la pena mettere in conto un soggiorno al Lodge Country House (www.thelodgecountryhouse.com.au), un incantevole podere costruito nel 1903 per uno dei tredici figli di Joseph Seppelt, il pioniere del vino australiano. Questa locanda, rustica ed accogliente, circondata da giardini di rose, sorge proprio lungo la strada che proviene dalle magnifiche vigne di Seppelts, risalenti alla metà del XIX secolo. In mezzora di macchina dal Lodge Country House si possono raggiungere una cinquantina di aziende vinicole (tra cui Peter Lehman, Stanley Brothers, Henschke, Penfolds e Richmond Grove).

Strada lungo la Barossa Valley

In soli dieci minuti, si raggiunge, invece, Tanunda, la città vinicola più importante, vivace e deliziosa della Barossa Valley. E’ piacevole fare quattro passi lungo la via principale dove si affacciano graziosi caffé, pasticcerie, negozi di antiquariato e di artigianato. La meta finale di questa visita alla città non può che essere una cena al 1918 Bistro and Grill, con il suo menu incredibile di specialità australiane moderne. Le aziende vinicole raccomandate alla periferia di Tanunda comprendono la Peter Lehmann Wines, la Richmond Grove e la Langmeil Winery.

Il periodo migliore per visitare la Barossa Valley è tra marzo e aprile quando c’è la vendemmia o tra ottobre e dicembre. Solo negli anni dispari, la settimana dopo pasqua, si tiene il Vintage Festival.

La strada per il paradiso porta a Palau

di patrizia

aprile 7, 2008

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Ho visto un documentario su Sky di Palau in Micronesia e ne sono rimasta folgorata. Un’acqua dalla purezza incredibile, con una visibilità che non mi era mai capitato di ammirare, incredibili varietà di pesci e di flora marina, una miriade di isolette e scogli calcarei che emergono dal fondo della laguna, come gettati dal cielo, una moltitudine di stelle lussureggianti a punteggiare l’azzurro dell’oceano. E poi laghi salati pieni di strane meduse senza tentacoli, squali e grandi mante, tonni e barracuda, aquile di mare e sipari di gorgonie, immensi coralli e madrepore, pareti rocciose, mangrovie fittissime e piccole calette discrete. Credo che l’immagine del paradiso si avvicini molto a quest’intricato labirinto di isole racchiuse in un emozionante arcipelago.

Palau, che si estende a 950 chilometri ad est delle Filippine epalau.jpg 650 chilometri a nord dell’equatore, conta 343 isole circondate da uno dei migliori mari al mondo per effettuare immersioni. Punto di incontro di tre grandi correnti oceaniche, queste acque ospitano più di 1500 varietà di pesci e una quantità di specie di corallo quattro volte superiore a quello del mar dei Caraibi. Le acque di Palau sono perfette per memorabili immersioni (la visibilità all’interno della laguna arriva a sessanta metri in orizzontale ed è ancora migliore nelle acque oceaniche): la Ngmelis è una parete considerata fra le più belle del mondo, un reef quasi affiorate che scende verticalmente fino a più di 300 metri di profondità. Il palau-3.jpgleggendario Blue Corner è uno dei punti più interessanti per la ricchezza e le dimensioni dei pesci che vi abitano, non ultimi gli squali grigi. A tutto questo splendore si aggiungono più di 50 relitti di navi giapponesi colate a picco durante la Seconda Guerra Mondiale. Un’altra rinomata immersione, ma non in acque oceaniche, è quella a Jellyfish Lake, un lago salato (in totale ce ne sono trenta) dove vivono migliaia di meduse, non urticanti, in quanto non avendo nemici si sono moltiplicate a dismisura e hanno perduto i tentacoli velenosi.

Un’altra meraviglia di Palau sono le Rock Islands, duecento isolotti che spuntano come funghi color verde smeraldo lungo un tratto di 30 km tra acque turchesi e trasparenti. Coperti di palme e fitta vegetazione, alcuni di questi bassi affioramenti calcarei sono orlati da spiagge di sabbia bianca finissima e sono popolati da una moltitudine di uccelli, tra i quali i cacatua, i pappagalli e i martin pescatori.

Le isole sono completamente disabitate e non dispongono di corrente elettrica. La popolazione è comunque di 15.000 abitanti, di cui i due terzi vivono nella capitale Koror. Il clima è caldo e soleggiato tutto l’anno, con la stagione secca tra febbraio e aprile. Il periodo migliore per visitare Palau è da dicembre a febbraio.

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