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San Pietro (Sardegna), isola di rara bellezza

di linda

agosto 24, 2010

L’isola di San Pietro, una delle due isole principali dell’arcipelago del Sulcis, situata nella parte sud-occidentale della Sardegna,  è un mondo a sé, affascinante e segreto, scandito da ritmi e consuetudini che si perdono nei secoli e nella tante vicende che l’hanno segnata. L’isola di San Pietro è estesa per 51 Km quadrati ed è abitata da circa 6500 persone, per lo più concentrate nell’unico centro abitato dell’isola, Carloforte. Il resto della popolazione vive in deliziose casette che punteggiano la sorprendente macchia mediterranea di San Pietro. 

La storia di Carloforte è avvincente al pari di quella di un libro di Jules Verne con pirati, pacifici abitanti e riscatti. Carloforte fu fondata durante il regno di Carlo Emanuele III, da una colonia di pescatori liguri (per la precisione di Pegli) che durante il tempo delle Repubbliche Marinare si erano trasferiti sull’isola di Tabarka, prospiciente alle coste della Tunisia, per pescare i coralli da cui si erano dovuti poi spostare a causa della concorrenza spietata dei francesi. Carlo Emanuele III di Savoia propose a queste persone di popolare quest’isola della Sardegna per poter continuare a svolgere il loro lavoro. Il 17 aprile del 1738 giunse così a Carloforte il primo contingente di coloni da Tabarka. Oltre alla raccolta del corallo i tabarkini poterono qui occuparsi di altre redditizie attività come la pesca del tonno, la produzione di sale, l’agricoltura, la marineria e l’ artigianato in genere.

Un fatto terribile però scosse la pacifica vita degli abitanti. Il 2 settembre 1798 giunsero a Carloforte centinaia di corsari tunisini che misero a ferro e fuoco la città e presero in ostaggio ben 830 abitanti. Solo dopo cinque anni, il Re di Sardegna, Vittorio Emanuele I, riuscì a riscattare i carlofortini che finalmente poterono tornare alla loro amata isola.

Oggi San Pietro è il luogo ideale per passare una vacanza all’insegna della natura e del vivere placido. Carloforte con le sue strette vie incanta il viaggiatore, che rimane estasiato dai colori, dagli odori, dalle voci dal loro caldo accento ligure in questo piccolo paese fuori dal tempo. Il centro di Carloforte è sempre animato e vivace. Gli abitanti ed i turisti la sera al calar del sole si ritrovano in piazza della Repubblica a sorseggiare un aperitivo oppure passeggiano per il delizioso lungomare.


Il mare di San Pietro è quello tipico della Sardegna, dai colori che virano dal verde al celeste, fino all’azzurro più intenso. Le piccole cale riparate da alte scogliere invitano il viaggiatore a passere il tempo placidamente cullato dal rumore del frangersi delle onde. Una vera meraviglia della natura in un contesto ancora così selvaggio e puro. Tra le cale imperdibili si possono annoverare la spiaggia del Giunco, la spiaggia di Girin, la spiaggia di Punta Nera e quella di Guidi, la spiaggia di Bobba con la sua sabbia bianca, la Lucchese ed infine la Caletta, una mezzaluna lambita da un mare placido e trasparente ma deturpata dalla costruzione di un mega hotel , un vero e proprio ecomostro. Tutte queste spiagge sono facilmente raggiungibili con l’auto. Basta lasciarle nei parcheggi ad offerta libera e fare due passi a piedi.

Non si può lasciare l’isola di San Pietro senza prima avere assaggiato il suo famoso tonno rosso che da secoli viene pescato nelle sue acque ed utilizzato in tantissimi modi nella cucina tabarkina. Tantissimi sono i ristoranti a Carloforte che preparano questa squisitezza.

Per raggiungere l’isola di San Pietro si può prendere il traghetto da Calasetta sull’Isola di Sant’Antioco oppure da Portoscuso. I traghetti viaggiano anche la notte.

L'incanto dei Sassi di Matera tra Rioni e case grotta

di linda

settembre 15, 2009

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by Vincestrello

Un viaggio ai Sassi di Matera, sulle colline tufacee del cuore della Basilicata, è un’esperienza unica al mondo che lascia attoniti ed incantanti. Affacciarsi sul Sasso Caveoso o sul Sasso Barisano, i due antichi rioni trogloditi di Matera, da uno dei tanti belvedere disseminati lungo i viottoli abbarbicati è come trovarsi in un presepe  immenso fatto di migliaia di piccoli particolari difficili da cogliere nel loro essere parte di un tutto armonioso e complesso.

(continua…)

Borghetto di Valeggio sul Mincio, un piccolo mondo antico

di linda

agosto 26, 2009

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Per una gita fuori dai soliti circuiti a contatto con un mondo che ancora sa di passato vi consiglio un giro a  Borghetto di Valeggio sul Mincio, un piccolissimo ed incantevole agglomerato di case adagiato sul fiume Mincio ai confini tra le province di Verona e Mantova. L’insediamento originario è sorto all’inizio del XV secolo attorno ad alcuni mulini ad acqua costruiti per la molatura del frumento e la pilatura del riso vicino al punto di guado del fiume Mincio, alle spalle del paese di Valeggio. Questo pugno di case, attraversato dall’irruenza del Mincio e dalle sue acque pulite riesce ad incantare come pochi altri posti.

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Passeggiare per le sue vie e poi seguire il corso del fiume fuori del paese trasporta il visitatore in un altro tempo ed in un’altra epoca, nell’incanto di un paesaggio preservato dalle brutture edilizie da cui siamo ormai assuefatti. Il Ponte Visconteo, una diga fortificata costruita nel 1393 per volere di Gian Galeazzo Visconti, domina il Mincio e permette una visuale inedita su Borghetto. Il ponte, lungo 650 metri e largo 25 era collegato al Castello Scaligero di Valeggio attraverso due cortine merlate. A luglio di quest’anno Borghetto di Valeggio è stato fregiato con il premio di Borgo più bello d’Italia dopo un’iniziativa di gradimento online.

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A Lampedusa tra piccole baie segrete e grotte da scoprire

di patrizia

maggio 26, 2009

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Adagiata tra Africa ed Europa, Lampedusa è il centro abitato più meridionale dello Stato Italiano, dista infatti 205 km dalle coste siciliane, ed è l’isola più estesa dell’arcipelago delle Pelagie. L’isola di Lampedusa, dalla forma allungata e affusolata, lunga appena 12 km e larga 3, è caratterizzata da una vegetazione brulla, tipicamente mediterranea. Nel passato Lampedusa era ricca di un’abbondante flora spontanea e di una numerosa fauna selvatica. Purtroppo oggi le specie animali che abitavano l’isola, come i conigli selvatici, sono completamente lampedusa6estinte. Il mare meraviglioso che lambisce Lampedusa è al contrario popolato da una grande varietà di specie ittiche da sempre fonte di sostentamento, insieme al turismo, degli abitanti di Lampedusa.

Il miglior modo per visitare l’isola è circumnavigarla con una piccola imbarcazione. Sono tantissime le calette, le rientranze, le grotte che costellano le scogliere dell’isola rendendola una meta ideale per chi ama i posti selvaggi e non ancora soffocati dalla mano dell’uomo. In molti punti dell’isola è possibile noleggiare barche per poter conoscere questo paradiso in santa pace, raggiungendo anche i punti più nascosti e segreti, in mezzo ad un mare dai colori abbaglianti e da trasparenze incomparabili.

lampedusa4Una delle spiagge più belle e visitate di Lampedusa è l’isola dei Conigli, uno dei pochi siti del Mediterraneo in cui le tartarughe marine Caretta Caretta depongono le uova scavando apposite buche nella sabbia ed è per questo motivo che oggi l’area è sotto la protezione del WWF. La sua baia è accessibile anche da terra attraverso una mulattiera di alcune centinaia di metri, percorribile solo a piedi. La spiaggia è chiamata il Vallone dello Scoglio ed oltre ad essere la più conosciuta dell’isola per le sue acque basse e cristalline, è anche la più ampia.

Recandosi a Cala Croce, che è raggiungibile anche da terra, si possono ammirare, sull’alto della scogliera, i dammusi, le tipiche abitazioni in pietra dell’isola. Altri luoghi da non perdere di Lampedusa sono sicuramente Cala Madonna, Cala Galera, Cala Maluk e Cala Croce.lampedusa-la-tabaccara

Grazie ai suoi fondali ricchissimi di organismi viventi di ogni genere (dalle spugne ai celenterati, dai pesci ai mammiferi marini), Lampedusa è luogo ideale anche per fare immersioni indimenticabili. Per una vacanza ottimale è preferibile evitare il mese di Agosto quando l’isola è soffocata da un’orda di turisti.

Toscana: magia ed esoterismo al Giardino dei Tarocchi

di patrizia

settembre 23, 2008

Una gita carina da fare in questi giorni di fine estate è quella al Giardino dei Tarocchi, creato da Niki de Saint Phalle, una scultrice francese di fama mondiale, vicino a Capalbio in Toscana. Io ci sono stata qualche anno fa, in una torrida giornata estiva. Il mio ricordo è quello di un ‘giardino’ ombreggiato, a ridosso di una collina, costellato di una miriadi di sculture sconvolgenti e colorate, maestose nel loro spiccare tra la vegetazione.

Il giardino è il frutto della mente visionaria di questa eccentrica artista che volle rappresentare i 22 arcani maggiori dei Tarocchi in enormi sculture, alte fino a 15 metri. Il risultato è un’incantevole mostra all’aria aperta di creature bizzarre coperte di mosaici di specchio, vetro pregiato (per lo più di Murano) e ceramiche, con un richiamo al Parc Güell di Gaudì in quel di Barcellona. Fu proprio alla vista della cittadina costruita dall’architetto catalano sulle colline di Barcellona che Niki de Saint Phalle decise di cimentarsi nella realizzazione di questo giardino esoterico in Toscana.

Le forme morbide richiamanti la natura, le maestose costruzioni, l’uso della ceramica e del vetro di Murano fanno del Giardino dei Tarocchi un vero museo all’aria aperta. Alcune opere sono state fatte da altri artisti: le panche in ceramica poste all’esterno del giardino, le sedie in ferro e ceramica dentro l’imperatrice, e l’arredamento della biglietteria da Pierre Marie Lejeune; gli affreschi all’interno del mago di Alan Davie, la scultura dentro la sacerdotessa da Marina Karella. Tra i principali fautori del giardino c’è anche il marito dell’artista, Jean Tinguly.

Questo luogo incantato ancora non molto conosciuto dal turismo di massa è un luogo magico in cui perdersi e riscoprire la gioia dello stupore dell’insolito e del grandioso. Il parco è aperto da Aprile a metà Ottobre e per volere di Niki il numero dei visitatori è limitato e non sono previste visite guidate. Il tutto per preservare il delicato equilibrio del luogo.

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