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	<title>Posti da Vedere &#187; Francia</title>
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	<description>E tu ci sei stato?</description>
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		<title>Parigi vestita a festa</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 09:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Da Vedere]]></category>
		<category><![CDATA[bercy]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente ci siamo ed anche questo 2010 sta volgendo al termine. Lo zainetto, con il minimo indispensabile, è pronto. I biglietti sono stampati. Abbigliamento polare pronto. Non rimane che imbarcarci per Milano dove ci attende il treno notturno per Parigi. Viaggio tranquillo nonostante qualche decina di minuti di ritardo, ma va bene così, passeremo meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="syndicated-attribution">L'articolo originale lo trovi sul sito di <a href="http://travel.azkaban.it/index.php/2011/01/03/parigi-vestita-a-festa/">Viaggiare è uno stato mentale</a><hr></p>
<p style="float: right; margin: 0 0 10px 15px; width: 240px;"><img src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5193_2.jpg" alt="" width="240" /></p>
<p>Finalmente ci siamo ed anche questo 2010 sta volgendo al termine. Lo zainetto, con il minimo indispensabile, è pronto. I biglietti sono stampati. Abbigliamento polare pronto.</p>
<p>Non rimane che imbarcarci per Milano dove ci attende il treno notturno per Parigi.</p>
<p>Viaggio tranquillo nonostante qualche decina di minuti di ritardo, ma va bene così, passeremo meno tempo al freddo della gelida stazione milanese. Un breve spuntino con un panino verso le 22 in attesa di imbarcarci. <strong>Finalmente arriva il nostro treno</strong>!</p>
<p>Una volta trovata la nostra cuccetta comincia la difficile operazione di sistemazione del letto, sopratutto se si tratta della cuccetta a soffitto <img class="wp-smiley" src="http://travel.azkaban.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":)" /></p>
<p>Passiamo una notte relativamente tranquilla e calda e alle 9,30 scendiamo puntuali alla stazione di <strong>Paris Bercy </strong>dove ci aspetta un’abbondante colazione a base di croissant, succo di frutta e tè.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-327 alignnone" title="Una delle tante scalinate di Montmartre" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5083-300x200.jpg" alt="Parigi" width="300" height="200" /></p>
<p><strong>Parigi </strong>come sempre, almeno per noi, si presenta nella sua veste meno luminosa. Un cielo plumbeo incombe minaccioso sulla città e un vento gelido spazza le strade. Pare che da un momento all’altro debba succede il finimondo, ma noi non ci scoraggiamo, del resto oggi è l’ultimo giorno dell’anno quindi gambe in spalle e via a zonzo per la città.</p>
<p><a class="thickbox no_icon" title="Montmartre: la piazzetta degli artisti" rel="gallery-323" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5065.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-326" title="Montmartre: la piazzetta degli artisti" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5065-200x300.jpg" alt="Parigi" width="200" height="300" /></a></p>
<p>La prima sosta la facciamo nel quartiere di Montmartre che non tradisce mai. Nonostante le orde di turisti che accalcano la piazzetta degli artisti e la <strong><a href="http://www.sacre-coeur-montmartre.com/">basilica del Sacré-Coeur</a></strong>, riusciamo a ritagliarci qualche scorso davvero notevole in compagnia della solitudine. E’ sufficiente infatti allontanarsi qualche metro dai simboli cult del quartiere per ritrovarsi soli e godere appieno dell’atmosfera bohemien che si respira tra le viuzze.</p>
<p>La città è completamente immersa in una cappa di nuvole, tanto che dalla sommità della scalinata della basilica del Sacré-Coeur non si vede la minima ombra della <strong><a href="http://www.tour-eiffel.fr/">Tour Eiffel</a></strong>.</p>
<p><a class="thickbox no_icon" title="Parigi dalla basilica del Sacré-Coeur" rel="gallery-323" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5026.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-325" title="Parigi dalla basilica del Sacré-Coeur" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5026-300x200.jpg" alt="Parigi" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Dopo un paio d’ore e un pranzetto a base di baguette, è il momento di salutare la collina di <strong>Montmartre </strong>e tornare verso il centro città, non senza aver prima fatto una capatina a <strong>Pigalle</strong>, il quartiere red-light di Parigi. In pochi minuti di metrò siamo sull’isoletta<strong> Ile de la Cité </strong>per godere dello spettacolo della <strong><a href="http://www.notredamedeparis.fr/">cattedrale di Notre-Dame</a></strong>. Entrare per una visita non se ne parla nemmeno, la fila di turisti è chilometrica.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-329" title="Il metrò" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5141-200x300.jpg" alt="Parigi" width="200" height="300" /></p>
<p>Ci accontentiamo di un giretto nel comparto della costruzione e sul lungo Senna attiguo. Lasciamo velocemente l’isola per dirigerci ai <strong>Champs de Mars</strong> e dare un’occhio ad uno dei tanti simboli di questa fantastica città: le <strong>Tour Eiffel</strong>.</p>
<p>Anche qui milioni di turisti affollano i piloni per la salita alla torre nonostante l’ultimo piano sia chiuso e come se non bastasse, siamo assaliti da orde di venditori che tartassano ogni turista cercando di vendergli una miniatura della torre. Ormai siamo piuttosto sgamati con questo tipo di persone, ma l’insistenza e la presenza capillare sul territorio, ci stanca/disturba parecchio.</p>
<p><a class="thickbox no_icon" title="Pont au Double" rel="gallery-323" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5117.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-328" title="Pont au Double" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5117-300x200.jpg" alt="Parigi" width="300" height="200" /></a></p>
<p>In definitiva la torre a quest’ora della giornata e con questo tempo non offre nessuna emozione se non la sua imponenza. Lasciamo quindi il simbolo di questa città alle spalle e percorriamo il<strong> lungo Senna </strong>in direzione <strong>Place de la Concorde</strong>.</p>
<p>La Senna dopo le precipitazioni della settimana scorsa è in piena, e molte banchine sono allagate. E’ un vero spettacolo questo serpente marrone che si muove sinuoso da un ponte all’altro trascinando verso il mare sogni, emozioni, desideri…</p>
<p>Dopo una bella camminata di qualche chilometro, giungiamo sugli <a href="http://www.champselysees.org/">Champs-Elysées</a>. Le luci sono ancora spente, ma i turisti no.</p>
<p>Infatti se pensavamo di aver visto molti turisti durante la mattinata ora dobbiamo ricrederci. Qui è un delirio di gente che va in ogni direzione. Chi per gli ultimi acquisti. Chi sogna davanti ad una vetrina griffata un acquisto che forse non potrà mai fare. Chi chiede l’elemosina sperando nello spirito natalizio. Chi come noi si aggira senza meta cercando semplicemente un luogo caldo dove fare una sosta e magari sorseggiare un caffè caldo.</p>
<p>La frenesia della gente unita a quella delle macchine ai clacson ai semafori è semplicemente una bolgia infernale con solo uno sfondo meno pauroso che le fiamme degli inferi. Da una parte infatti svetta l’<strong><a href="http://arc-de-triomphe.monuments-nationaux.fr/">Arc de Triomphe</a></strong> dall’altra l’enorme ruota panoramica in <strong>Place de la Concorde</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-333" title="Place de la Concorde con la ruota panoramica" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5154-300x200.jpg" alt="Parigi" width="300" height="200" /></p>
<p>La notte cala velocemente, la frenesia delle ultime ore aumenta e le luci si accendo in una sfavillante festa colorata. Le <strong>Champs-Elysées</strong> ci appaiono in tutta la loro maestosità. Ogni albero è illuminato a festa e la ruota, là in fondo, completamente bianca sembra un grande orologio messo lì a scandire gli ultimi minuti che ci separano dal nuovo anno.</p>
<p><a class="thickbox no_icon" title="L'Arc de Triomphe" rel="gallery-323" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5146.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-331" title="L'Arc de Triomphe" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5146-300x200.jpg" alt="Parigi" width="300" height="200" /></a></p>
<p><a class="thickbox no_icon" title="Le Champs-Elysées" rel="gallery-323" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5145.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-330" title="Le Champs-Elysées" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5145-300x200.jpg" alt="Parigi" width="300" height="200" /></a></p>
<p>I negozi cominciano a chiudere e con nostra sorpresa le vetrine vengono lentamente protette con assi di legno o pannelli di compensato. Sembrano i preparativi per una guerra!?</p>
<p>Agli incroci si cominciano a notare i cellulari della polizia e capannelli di agenti in tenuta anti-sommossa sono radunati probabilmente per l’ultimo brief prima della festa-battaglia.</p>
<p>Percorriamo tutto il viale districandoci tra la folla che comincia ad affluire sempre più numerosa. Abbiamo fame ma qui è praticamente impossibile trovare una sistemazione adatta alle nostre finanze. Decidiamo quindi di tornare verso la Torre e addentrandoci nelle vie che costeggiano la Senna troviamo la nostra brasserie dove consumare il “cenone”. Due ore scarse di caldo con un buon Bordeaux nello stomaco ci restituiscono alla strada pimpanti come non mai. In breve siamo ai piedi della Torre, manca solo un’ora e mezza alla fine di questo 2010.</p>
<p>Ci sono tantissime persone, sembra che tutto il mondo sia venuto qui stasera. Basta tendere l’orecchio infatti per sentire una lingua diversa dall’altra e come contorno i venditori che quest’oggi spacciavano le miniature della Torre ora spacciano bottiglie di spumante ad 1 euro.</p>
<p>Ci facciamo qualche risata e in assoluto silenzio arriviamo alla mezzanotte. Ma sarà poi mezzanotte? Il dubbio rimane perchè qui non c’è nessun countdown, nessuna organizzazione, nessun spettacolo pirotecnico. Valli te a capire sti francesi.</p>
<p><a class="thickbox no_icon" title="La Tour Eiffel dal Pont de la Concorde" rel="gallery-323" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5158.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-334" title="La Tour Eiffel dal Pont de la Concorde" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5158-300x200.jpg" alt="Parigi" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Ah sì ora è mezzanotte, la torre luccica come fa del resto ad ogni ora. Quindi ci siamo. Stappiamo la nostra bottiglia di Champagne, brindiamo felici a questo anno che se ne va ed ad un altro che comincia in una continuità che è nella naturale vita delle cose ma che noi cerchiamo sempre di rinchiudere in uno schema di 365 giorni, 52 settimane, 12 mesi…</p>
<p><a class="thickbox no_icon" title="La Torre Eiffel alla mezzanotte" rel="gallery-323" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5193.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-336" title="La Torre Eiffel alla mezzanotte" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5193-300x200.jpg" alt="Parigi" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Parigi, anche se vista di corsa in un solo giorno, ha sempre il suo fascino e forse questo cielo sempre così cupo e carico di pioggia restituisce alla città quell’aura misteriosa ed affascinante che fa di ogni luogo “il luogo”. Prima o poi però un po’ di sole vorremmo vederlo su questi palazzi…</p>
<p>Buon anno a tutti!</p>
<p><a class="thickbox no_icon" title="Bonne annee 2011" rel="gallery-323" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5149.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-332" title="Bonne annee 2011" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCF5149-300x200.jpg" alt="Parigi" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La mecca del Bordeaux</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 00:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli e recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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		<description><![CDATA[Risveglio gelido quello di questa mattina. Il solito cielo acciaio di accoglie all’uscita dall’hotel. La temperatura non supera i 7 gradi e le previsioni metereologiche viste ieri sera alla tv non hanno niente a che vedere con la realtà. Cerchiamo comunque di non abbatterci, oggi è l’ultimo giorno di permanenza e sarebbe un peccato rovinare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="syndicated-attribution">L'articolo originale lo trovi sul sito di <a href="http://travel.azkaban.it/index.php/2010/10/18/la-mecca-del-bordeaux/">Viaggiare è uno stato mentale</a><hr></p>
<p style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 15px; width: 240px;"><img src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4177-300x2001.jpg" alt="" width="240" /></p>
<div>Risveglio gelido quello di questa mattina. Il solito cielo acciaio di accoglie all’uscita dall’hotel. La temperatura non supera i 7 gradi e le previsioni metereologiche viste ieri sera alla tv non hanno niente a che vedere con la realtà.<br />
Cerchiamo comunque di non abbatterci, oggi è l’ultimo giorno di permanenza e sarebbe un peccato rovinare l’intero viaggio per colpa della meteo.<br />
Dopo un breve passaggio per il centro di Libourne, raggiungiamo la meta di questa giornata, Saint-Emilion, in pochi minuti. Questo antico borgo medioevale infatti si trova ad un paio di chilometri ad est di <strong>Libourne </strong>e ad una quarantina da Bordeaux.<br />
Già censito nella lista dei luoghi patrimonio dell’umanità, Saint-Emilion si sviluppa sulle pendici di una collina nella <strong>Valle della Dordogna</strong>, la caratteristica peculiare di questo centro è la produzione vinicola, infatti appena ci si inoltra nelle campagne il paesaggio acquista un’unica conformazione: viti a perdita d’occhio. Il panorama è veramente impressionante. Decine e decine di cantine, “chateau” come d’oso locale, si spartiscono ogni angolo di terreno per la coltivazione della vite. Ogni vigna è etichettata con la rispettiva tabella che ne identica l’appartenenza e a sancire l’importanza quasi divina del prodotto, ogni tenuta è quasi sempre racchiusa da muretti di tufo. Non tutta la produzione è ancora stata raccolta ed alcuni agricoltori sono ancora al lavoro per la vendemmia.</div>
<div><a class="thickbox no_icon" title="Saint-Emilion" rel="gallery-208" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4195.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-210" title="Saint-Emilion" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4195-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></div>
<div>Ma lasciata la statale in pochi minuti si raggiungono le pendici del borgo, parcheggiamo in una dei tanti spazi predisposti e ci lasciamo ad una delle pratiche che a noi viene meglio: perderci per le via di un paese.</div>
<div>
<strong>Saint-Emilion</strong> è completamente costruito di pietra, a partire dall’acciottolato delle strade, alle mura delle case, fontane e porticati, insomma una delizia per i nostri occhi. Come tutti i borghi arroccati su un’altura anche questo offre scorci dal basso e dall’alto veramente emozionanti, ma più di ogni altra cosa rimaniamo colpiti dal numero di esercizi commerciali che vendono vino, anzi siamo più precisi, qui ci sono solo 2 tipologie di esercizi commerciali: l’enoteca e il ristorante/bistrot/brasserie. Viene da chiedersi se gli abitanti mangino mai in casa…</div>
<div><a class="thickbox no_icon" title="Saint-Emilion" rel="gallery-208" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4215.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-211" title="Saint-Emilion" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4215-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><br />
Non è infatti importante che ci troviamo in una piazzetta o in erto vicolo piuttosto che in una corte, ad ogni angolo le offerte per lo “spirito” ed il “corpo” sono innumerevoli. Ben presto dimentichiamo l’aria gelida e ci godiamo la tranquillità e il sapore di queste stradine che vagamente ricordano la nostra toscana.<br />
Arriva anche per noi l’ora di pranzo e la scelta, nonostante l’offerta sia impressionante come numero, si fa piuttosto ardua. Infatti la necessità primaria è quella di tornare a casa con qualche soldo in tasca e ad una prima occhiata i menù esposti non promettono niente di buono. Dopo aver gironzolato per venti minuti optiamo per “<strong>Le Bouchon</strong>” un ristorantino in place du Marché.<br />
Già sappiamo che dovremo pagare pegno e quindi l’unico ritegno che abbiamo è sul vino che ci vede costretti a scegliere l’unica, mezza, bottiglia abbordabile a 17 euro, tutto il resto dai 60 euro in su. Insomma assolutamente fuori budget, ma non per questo ne siamo amareggiati, l’importante è non farsi portare la boccia prezza a 3.000 euro <img class="wp-smiley" src="http://travel.azkaban.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":)" /><br />
Dopo 40 minuti usciamo pieni e soddisfatti del mangiato e del pagato (75 euro per un’antipasto, 2 secondi, 2 dolci e la mezza bottiglia). Ho visto di peggio.</div>
<div><a class="thickbox no_icon" title="Saint-Emilion" rel="gallery-208" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4177.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-209" title="Saint-Emilion" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4177-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><br />
Inutile affrontare ancora le salite del borgo, lo stomaco reclama ozio e così ci dirigiamo alla macchina, è quasi ora di andare all’aeroporto e lasciare ai ricordi questi splendidi 4 giorni.</div>
<div><img class="alignnone" title="Gallery" src="http://www.azkaban.it/files/link2.gif" alt="" width="15" height="9" /> <a href="http://www.filippomacchi.it/Saint-Emilion.aspx">Reportage Saint-Emilion</a></div>
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		<title>Cap Ferret</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 05:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Risveglio gelido ad Arcachon, ad un cielo limpido si accompagna una temperatura a cui proprio non siamo ancora abituati e l&#8217;effetto wind-chill non può che peggiorare la situazione. Infatti fin dalla prima mattina soffia un vento teso e freddo da nord, la luce di queste prime ore della giornata è semplicemente spettacolare. Di buon ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="syndicated-attribution">L'articolo originale lo trovi sul sito di <a href="http://travel.azkaban.it/index.php/2010/10/17/cap-ferret/">Viaggiare è uno stato mentale</a><hr></p>
<p style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 15px; width: 240px;"><img src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4138-300x2011.jpg" alt="" width="240" /></p>
<div id="_mcePaste">Risveglio gelido ad <strong>Arcachon</strong>, ad un cielo limpido si accompagna una temperatura a cui proprio non siamo ancora abituati e l’effetto wind-chill non può che peggiorare la situazione. Infatti fin dalla prima mattina soffia un vento teso e freddo da nord, la luce di queste prime ore della giornata è semplicemente spettacolare.</div>
<div id="_mcePaste">Di buon ora ci rechiamo al molo per capire se possiamo usufruire del ferry per andare direttamente a <strong>Cap Ferret</strong>, ma dopo aver intravisto le imbarcazioni decidiamo di abbandonare subito l’impresa per la sempre amata automobile. Sono da poco passate le dieci quando lasciamo Arcachon in direzione Ares, 45 chilometri di strada attraverso una miriade di piccolini paesini che si sviluppano lungo le rive del bacino di <strong>Arcachon</strong>, tutti uguali tra loro ma pur sempre affascinanti per la loro architettura. Queste casette così lontane dal nostro abituale condominio non possono che catturare la nostra immaginazione sognando sistemazioni migliori di quelle odierne.</div>
<div><a class="thickbox no_icon" title="Cap Ferret" rel="gallery-203" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4115.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-204" title="Cap Ferret" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4115-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></div>
<div id="_mcePaste">Giunti ad <strong>Ares </strong>si “scollina” e si comincia a scendere verso sud, verso <strong>Cap Ferret</strong>. Il promontorio che via via va delineandosi scopriamo essere costellato da centinaia di residenze, probabilmente estive. Rimaniamo veramente sorpresi in quanto dalle cartine, ad una prima occhiata, sembrava una zona “disabitata”.</div>
<div id="_mcePaste">Giungiamo finalmente a <strong>Cap Ferret</strong> verso mezzogiorno e scopriamo subito che il faro che vogliamo visitare in questo periodo apre solo il mercoledì e la domenica ma dalle 14 in poi.</div>
<div id="_mcePaste">La giornata è veramente stupenda e decidiamo di sfruttare questo sole così caldo per passare qualche momento in spiaggia. Qui l’attività velistica è veramente molto sviluppata, del resto la presenza quasi costante del vento non può che favorire la pratica. E’ incredibile il numero di imbarcazioni ormeggiate nei pressi della spiaggia.</div>
<div><a class="thickbox no_icon" title="Cap Ferret" rel="gallery-203" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4127.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-205" title="Cap Ferret" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4127-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></div>
<div id="_mcePaste">All’orizzonte finalmente notiamo la <a title="duna di pyla o pilat" href="http://postidavedere.giramondo.com/da-vedere/duna-di-pyla-francia-costa-atlantica/" target="_blank"><strong>duna di Pyla</strong></a> sulla quale solo ieri eravamo in cima, ma da questa prospettiva si può apprezzare tutta la sua vastità. E’ veramente un pugno nell’occhio tutto quel giallo immerso nel verde della vegetazione.</div>
<div id="_mcePaste">Dopo aver spiluccato qualcosa in un ristorantino nei pressi del faro, arriva finalmente il momento della visita che espletiamo in una mezzora, foto di rito, veduta dall’alto e pronti per la ripartenza. Ci aspettiamo oltre 100 chilometri e i bimbi danno segni d’impazienza.</div>
<div><a class="thickbox no_icon" title="Cap Ferret" rel="gallery-203" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4138.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-206" title="Cap Ferret" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF4138-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></div>
<div>Ci mettiamo in marcia che sono giusto le quattro del pomeriggio e ci immergiamo nel traffico di rientro verso <strong>Bordeaux</strong>, del resto oggi è domenica ed anche i francesi hanno pensato bene di sfruttare questa giornata per godersi il mare ed il sole.</div>
<div id="_mcePaste">Giungiamo a <strong>Libourne </strong>che sono quasi le 6 e ci sistemiamo in un albergo ad un paio di chilometri dalla città, domani è giorno di rientro ma non prima di aver visitato la mecca del vino: Saint Emilion.</div>
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		<title>Duna di Pyla – Francia, costa atlantica</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 14:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mio immaginario ho sempre pensato alla costa atlantica come ad un luogo grigio, umido, marciulento. Un luogo dove uno scrittore depresso possa scrivere il romanzo della sua vita. Un luogo di perdizione, dove la vista si perde all&#8217;orizzonte pregno di nebbie e salsedine. Il risveglio di questa mattina credo che corrisponda perfettamente a quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="syndicated-attribution">L'articolo originale lo trovi sul sito di <a href="http://travel.azkaban.it/index.php/2010/10/16/la-costa-atlantica/">Viaggiare è uno stato mentale</a><hr></p>
<p style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 15px; width: 240px;"><img src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF3972-300x2011.jpg" alt="" width="240" /></p>
<div id="_mcePaste">Nel mio immaginario ho sempre pensato alla costa atlantica come ad un luogo grigio, umido, marciulento. Un luogo dove uno scrittore depresso possa scrivere il romanzo della sua vita. Un luogo di perdizione, dove la vista si perde all’orizzonte pregno di nebbie e salsedine.</div>
<div id="_mcePaste">Il risveglio di questa mattina credo che corrisponda perfettamente a quanto da sempre immaginato.</div>
<div id="_mcePaste">Quando alle 9 alzo la tapparella, un cielo pregno di pioggia ci da il buon giorno. Una distesa infinita di coltri grige, un cielo fuligginoso ed umido come solo il mare sa regalare. Il tutto accompagnato da quel tipico odore di “mare” caratterizzato da una punta di marcio di fogna.</div>
<div id="_mcePaste">Insomma, niente di più e niente di meno di quello che ci aspettavamo.</div>
<div id="_mcePaste">Dopo un’abbondante colazione, attraversiamo la strada e scendiamo in spiaggia. Rimango subito spiazzato dall’immensità di queste spiegge. Il pensiero corre subito alle immagini del fotografo giapponese Kenna e capisco tante cose. Mi avvicino alla riva per ascoltare meglio il respiro dell’oceano e godere del fascino dello sconfinato. Non so perchè ma ogni volta che mi trovo di fronte alla vastità del mare, non posso fare a meno di pensare a quegli uomini che nei secoli passati hanno dovuto sfidare le proprie paure nell’affrontare tanta vastità. Un briciolo di invidia, non lo nascondo, lo provo sempre.</div>
<div><a class="thickbox no_icon" title="La spiaggia di Mimizan" rel="gallery-197" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF3905.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-198" title="La spiaggia di Mimizan" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF3905-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></div>
<div id="_mcePaste">Non invidio di certo quel manipolo di avventurieri che ha scelta questa mattina per praticare il surf. Insomma, i 7 gradi dell’aria non invitano certo a buttarsi nell’acqua, ma del resto ognuno ha le sue passioni…</div>
<div id="_mcePaste">Ci lasciamo alle spalle <strong>Mimizan plage</strong> e ci dirigiamo verso sud con destinazione <strong>Contis plage</strong>. Il paesino che ieri notte ci sembrava deserto ora brulica di vita, beh almeno non siamo da soli. In poco più di una mezzora siamo a <strong>Contis </strong>e finalmente mettiamo la prima crocetta su un faro. Una struttura che si erge a qualche centinaio di metri dal mare immerso in una pineta. La sua vista dalla spiaggia è veramente sorprendente. Un baluardo bianco e nero che si erge su un mare verde. Non si può non pensare che questo elemento non ha nulla a che vedere con l’ambiente che lo circonda.</div>
<div><a class="thickbox no_icon" title="Il faro di Contis" rel="gallery-197" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF3934.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-199" title="Il faro di Contis" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF3934-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></div>
<div id="_mcePaste">La pioggia comincia a cadere con una certa insistenza e la sosta si fa gioco forza breve.</div>
<div id="_mcePaste">Riprendiamo la strada, questa volta verso nord, in particolare verso <strong>Arcachon </strong>e la <strong>Duna di Pyla</strong>. Quando finalmente raggiungiamo il parcheggio della duna, un sole non proprio timido buca già le nuvole ed una brezza marina cerca di spazzare via le nubi della mattinata.</div>
<div id="_mcePaste">La duna, intravista dalla strada, ci compare maestosa appena qualche centinaio di metri dal parcheggio, una presenza a dir poco assurda in un paesaggio che di per se ha già poco del marittimo in quanto tutto il promontorio è ricoperto da una fitta vegetazione di pini e altri alberi.</div>
<div><a class="thickbox no_icon" title="La duna di Pyla" rel="gallery-197" href="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF3972.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-200" title="La duna di Pyla" src="http://travel.azkaban.it/wp-content/uploads/2010/10/DSCF3972-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></div>
<div id="_mcePaste">Cominciamo a salire sfruttando una <strong>scalinata artificiale</strong> e il tutto comincia ad avere un significato. Basta infatti fare qualche decina di scalino per capire la magnificenza di questo spettacolo della natura. Il giallo della sabbia, il blu del mare ed il verde del bosco, veramente una vista sublime.</div>
<div id="_mcePaste">Descrivere poi questa duna è tanto semplice quanto è complicato spiegare la sua natura. Possiamo dire che si sviluppa per una lunghezza superiore ai 2 km e si alza per almeno 100 metri dal livello del mare, in alcuni punti lo scorcio che se ne ricava appare prettamente africano anche se l’Africa da qui dista qualche centinaio di chilometri.</div>
<div id="_mcePaste">Il tutto appare talmente strano da sembrare quasi normale. Del resto siamo al mare e c’è la sabbia, diciamo che si è semplicemente accumulato tutta in un punto.</div>
<div id="_mcePaste">Ci concediamo un lauto pranzo in uno dei baretti ai piedi della duna e quando ormai sono le 18 raggiungiamo l’abitato di <strong>Arcachon</strong>. Una classica cittadina di mare come se ne vedono a centinaia. Troviamo da dormire all’hotel Villa Regina, un residuato per pensionati in cerca di un posto dove svernare, ma per noi è perfetto. Le grandi finestre della nostra stanza dominano dall’alto l’abitato, all’orizzonte il sole sta lentamente tramondando ed un’altra giornata volge al termine.</div>
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		<title>Cosa vedere a Parigi: consigli utili</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 08:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli e recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Guide turistiche ed editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche sul turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Robespierre]]></category>
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		<description><![CDATA[Parigi è una delle città più amate e visitate di tutto il mondo, ma talmente vasta e ricca di cose da vedere che spesso si rischia di avere un’overdose da informazioni e non riuscire a concludere niente! Questi sono una serie di consigli che ho già girato ad alcuni amici prima delle loro partenza per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-655 aligncenter" src="http://postidavedere.giramondo.com/files/2009/06/parigi-103b.jpg" alt="parigi-103b" width="387" height="290" /></p>
<p><strong>Parigi </strong>è una delle città più amate e visitate di tutto il mondo, ma talmente vasta e ricca di cose da vedere che spesso si rischia di avere un’overdose da informazioni e non riuscire a concludere niente! Questi sono una serie di consigli che ho già girato ad alcuni amici prima delle loro partenza per la capitale francese e visto la soddisfazione da loro espressa sulla loro utilità, credo sia utile metterli a vostra disposizione:</p>
<h2><strong>Libri/Guide</strong></h2>
<p><a title="La guida Routard" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?isbn=9788836539369&amp;shop=1313" target="_blank">Parigi &#8211; Guide Routard</a><br />
L&#8217;ho trovata particolarmente utile per i ristoranti. Li ho provati tutti! Non è vero, ma ci ho provato con convinzione.</p>
<p>Vi suggerisco anche il libro di Augias &#8220;<strong>I segreti di Parigi</strong>&#8221;<br />
Qui una buona descrizione:<br />
<a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?isbn=9788804434825&amp;shop=1313" target="_blank">www.internetbookshop.it/ser</a></p>
<p>Augias a me sta un po&#8217; su &#8230; sempre un po&#8217; troppo perfettino, ma il libro è piacevole e pieno di storie interessanti.<br />
Se vi piacciono le storie ‘classiche’ potrebbe interessarvi il <strong>museo Carnevalet</strong> dove si vede anche la camicia di Robespierre e la lettera che stava scrivendo quando lo hanno arrestato (e ferito a pistolettate, camicia e lettera sono ancora macchiate del suo sangue&#8230;). Il soldato che lo ha arrestato si chiamava Merde (che in italiano chissà cosa vorrà mai dire&#8230;) ed erano molto imbarazzati quando gli hanno dato l&#8217;onorificenza.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-667" src="http://postidavedere.giramondo.com/files/2009/06/parigi-023b.jpg" alt="parigi-023b" width="385" height="289" /></p>
<h2>Mangiare</h2>
<p>Il ristorante si chiama<strong> Chez Chartier</strong><br />
Descrizione (in francese)<br />
<a href="http://www.restoaparis.com/fiche-restaurant-paris/chartier.html" target="_blank">www.restoaparis.com/fiche-restaurant-paris/chartier.html</a><br />
Dove si trova (in Italiano)<br />
<a href="http://www.ita.cityvox.fr/restaurants_parigi/chez-chartier_2095/PhotosLieu" target="_blank">www.ita.cityvox.fr/restaurants_parigi/chez-chartier_2095/PhotosLieu</a><br />
Questo è il listino prezzi<br />
<a href="http://www.restaurant-chartier.com/www/visit/atable.php" target="_blank">www.restaurant-chartier.com/www/visit/atable.php</a></p>
<p><strong>Sempre per mangiare</strong><br />
In zona Marais, cercate Rue de Rosiers. E&#8217; il quartiere ebraico. Oltre a vedere gli ebrei vestiti da ebrei e le sinagoghe, si possono trovare ottimi <strong>Falafel</strong> (o felafel). Si cena con poco, con questo cibo particolare.</p>
<p>Informazioni sul quartiere di Marais:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.corriere.it/viaggi/viaggi_tendenze/citta/2005/12_Dicembre/01/citta_marais.html" target="_blank">www.corriere.it/viaggi</a></li>
<li><a href="http://www.parismarais.com/le-marais-guide/jewish-marais-rue-des-rosiers/index_it.htm" target="_blank">www.parismarais.com/le-marais-guide</a></li>
</ul>
<p>E per le supercozze cercate un qualsiasi (è una catena) ristorante <a title="Il sito della catena di Ristoranti" href="http://www.leon-de-bruxelles.fr/bienvenue_chez_leon/la_carte_nos_moules.php" target="_blank">Leon de Brusselles</a><br />
Ce ne sono tanti anche a Parigi (seguite &#8220;<em>les adresses des restaurants</em>&#8220;) uno anche vicino all&#8217;Opera.</p>
<p>La colazione fatela in albergo e rimpinzatevi.<br />
A mezzogiorno fanno panini economici dappertutto. L&#8217;acqua costa, ma ve la potete comparare nei negozi di alimentari che costa decisamente meno. Se invece scegliete il ristorante chiedete <strong>&#8220;un caraf d&#8217;eau</strong>&#8221; (la pronuncia è quasi uguale: un caraf d&#8217;o) è gratis e non si scandalizzano. Di solito la tengono pure in frigo.</p>
<p>I ristoranti tendenzialmente non fanno primo e secondo, ma fanno un piatto unico e sostanzioso. Per quello che gli italiani si lamentano dei prezzi. Se fate il pranzo con primo, secondo, contorno, frutta e caffè e ammazzacaffè ci va un mutuo e non riuscite neppure a finire tutto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-664" src="http://postidavedere.giramondo.com/files/2009/06/parigi-067b.jpg" alt="parigi-067b" width="271" height="360" /></p>
<h2>Trasporti</h2>
<p>Per risparmiare sui trasporti pubblici vi consiglio di portare una fototessera per ciascuno e fare la <strong>Carte Orange</strong>. Vale dal lunedì alla domenica e viaggi &#8220;aggratis&#8221; dappertutto. (zone centrali di Parigi 1.2) per circa 16 euro</p>
<p>Informazioni generali <a href="http://www.ratp.info/informer/grand_public.php" target="_blank">www.ratp.info</a><br />
Prezzi <a href="http://www.ratp.info/informer/tarif_abonnements_o.php" target="_blank">www.ratp.info/informer/tarif_abonnements_o.php</a><br />
Okkio che per andare a <a title="Disneyland Paris" href="http://www.occasioni-vacanze.com/visitare/il-sito-di-disneyland-paris-www-disneylandparis.it" target="_blank">Disneyland</a> non credo sia sufficiente la Carte Orange. Ma lì ci potete sempre andare in macchina.</p>
<h2>Musei e monumenti</h2>
<p style="text-align: justify">La carta per risparmiare nei musei/monumenti<br />
<a href="http://www.pariswelcome.net/museum/cartamusei.htm" target="_blank">www.pariswelcome.net/museum/cartamusei.htm</a> (costa comunque una 60ina di euro per 6 giorni) Per i figli forse non serve. Infatti, come dice il sito:<br />
La maggior parte dei musei di Parigi offrono <strong>entrate gratuite a ragazzi sotto i 18 anni di età</strong>, offrono tariffe ridotte per giovani tra i 18 e i 25 anni e generalmente offrono sconti il lunedì, martedì, il 1° gennaio e il 1° maggio.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-660 aligncenter" src="http://postidavedere.giramondo.com/files/2009/06/parigi-156b.jpg" alt="parigi-156b" width="249" height="344" /></p>
<h2>Musei da vedere</h2>
<p>Ho preso solo quelli della Carta Musei e ho messo in grassetto quelli che ho visto e ho aggiunto 1-3 asterischi per quelli che mi sono piaciuti di più.</p>
<ul>
<li>Aquarium tropical de la Porte Dorée</li>
<li><strong>Arc de Triomphe </strong></li>
<li><strong>Musée de l’Armée &#8211; Tombeau de Napoléon 1er</strong> (* strorico e imponente. Visita veloce)</li>
<li><strong>Centre Pompidou &#8211; Musée national d’Art moderne</strong> (* particolare l&#8217;architettura di Renzo Piano, se non ricordo male)</li>
<li><strong>Musée national des Arts asiatiques – Guimet</strong></li>
<li>Musée des Arts décoratifs</li>
<li>Musée de la Mode et du textile</li>
<li><strong>Musée de la Publicité</strong></li>
<li>Musée Nissim de Camondo</li>
<li>Musée des Arts et métiers</li>
<li>Musée de l’Assistance Publique &#8211; Hôpitaux de Paris</li>
<li>Musée du quai Branly</li>
<li>Chapelle expiatoire</li>
<li><strong>La Cinémathèque française &#8211; Musée du Cinéma</strong></li>
<li><strong>Cité des Sciences et de l’Industrie &#8211; La Villette</strong> (*** richiede una giornata! Molto divertente per i ragazzi)</li>
<li><strong>Conciergerie</strong> (* le prigioni usate durante la rivoluzione francese)</li>
<li><strong>Musée national Eugène Delacroix</strong></li>
<li>Musée des Égouts de Paris</li>
<li><strong>Musée d’Ennery</strong>*</li>
<li><strong>Musée Galliera &#8211; Musée de la Mode de la Ville de Paris</strong></li>
<li><strong>Musée Hébert*</strong></li>
<li><strong>Musée Jean-Jacques Henner*</strong></li>
<li><strong>Musée de l’Institut du Monde arabe</strong></li>
<li><strong>Musée du Louvre</strong> (*** con la carta musei puoi entrare di tanto in tanto per poco tempo. Ci sono dei giorni in cui rimane aperto anche la sera)</li>
<li>Musée national de la Marine</li>
<li>Musée de la Monnaie</li>
<li>Cité de l’Architecture et du Patrimoine &#8211; Musée national des Monuments français</li>
<li><strong>Musée Gustave Moreau</strong></li>
<li><strong>Musée national du Moyen Âge &#8211; Thermes et hôtel de Cluny </strong>(** storia medievale di Parigi)</li>
<li>Cité de la Musique &#8211; Musée de la Musique</li>
<li><strong>Crypte archéologique de Notre-Dame</strong></li>
<li><strong>Tours de Notre-Dame</strong></li>
<li><strong>Musée national de l’Orangerie</strong></li>
<li>Musée de l’Ordre de la Libération</li>
<li><strong>Musée d’Orsay</strong> (*** da non perdere)</li>
<li><strong>Panthéon</strong> (* per vedere dove Foucault fece i suoi esperimenti col pendolo)</li>
<li><strong>Musée national Picasso</strong> (*)</li>
<li><strong>Musée des Plans-reliefs</strong></li>
<li>Musée de la Poste</li>
<li><strong>Musée Rodin</strong></li>
<li><strong>Sainte-Chapelle</strong> (* capolavoro dl&#8217;architettura gotica)</li>
</ul>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-665" src="http://postidavedere.giramondo.com/files/2009/06/parigi-128b.jpg" alt="parigi-128b" width="378" height="283" /></p>
<p><strong>Nella regione Parigina</strong></p>
<ul>
<li>Musée de l’Air et de l’Espace</li>
<li>Musée d’Archéologie nationale de Saint-Germain-en-Laye</li>
<li>Musée national de Céramique de Sèvres</li>
<li>Abbaye royale de Chaalis</li>
<li><strong>Château de Champs</strong>*</li>
<li>Musée et domaine nationaux du Château de Compiègne</li>
<li><strong>Musée Condé &#8211; Château de Chantilly</strong></li>
<li><strong>Musée national de la Coopération franco-américaine &#8211; Château de Blérancourt</strong>*</li>
<li>Musée départemental Maurice Denis &#8211; Le Prieuré</li>
<li><strong>Château de Fontainebleau</strong></li>
<li>Château de Maisons-Laffitte</li>
<li>Musée national des Châteaux de Malmaison et Bois-Préau</li>
<li>Château de Pierrefonds</li>
<li>Musée national de Port-Royal des Champs</li>
<li>Château de Rambouillet</li>
<li>Musée national de la Renaissance &#8211; Château d’Ecouen</li>
<li>Maison d’Auguste Rodin à Meudon</li>
<li><strong>Basilique cathédrale de Saint-Denis</strong> (** sono sepolti i reali di Francia. Ottima visita guidata con cuffie)</li>
<li>Villa Savoye</li>
<li><strong>Musée national des Châteaux de Versailles et de Trianon</strong> (** gita di una giornata)</li>
<li><strong>Château de Vincennes</strong></li>
</ul>
<p>Ci sono altri musei che mi sono piaciuti e non vedo nell&#8217;elenco:</p>
<ul>
<li><strong><a href="http://www.palais-decouverte.fr/index.php?id=339" target="_blank">Palais de la Decouverte</a> </strong>(***) &#8211; Se ci andate, informatevi sul programma delle esibizioni. Non perdetevi quelle sull&#8217;elettricità e sull&#8217;Air Liquide.</li>
<li><a href="http://www.virtualtourist.com/travel/Europe/France/Ile_de_France/Paris-99080/Things_To_Do-Paris-Musee_Carnavalet-BR-1.html" target="_blank">Musee Carnavalet</a> &#8211; (per il discorso di Robespierre che dicevo prima)</li>
<li><a href="http://www.grevin.com/english/index.htm" target="_blank">Musee Grevin</a> &#8211; (museo delle cere con spettacolo all&#8217;interno. Divertente!)</li>
<li><a href="http://www.museedelamagie.com/" target="_blank">Museo della magia</a> &#8211; nulla di straordinario, ma fanno dei giochi di prestigio simpatici. Ai bimbi piace.</li>
</ul>
<h2><img class="aligncenter size-full wp-image-662" src="http://postidavedere.giramondo.com/files/2009/06/parigi-021b.jpg" alt="parigi-021b" width="396" height="297" /></h2>
<h2>Altri consigli</h2>
<ol>
<li><strong>La tour Eiffel</strong>. Ovviamente splendido panorama</li>
<li><strong>Sacre Coeur</strong>. Chiesa orribile, ma la zona di Montmartre è pittoresca. Affollatissima la Place du Tetre, piena di pittori (vi assaliranno per farvi il ritratto)</li>
<li>Una gita in <strong>bateau mouche</strong> (mi pare si scriva cosi). Visita di Parigi dalla Senna.</li>
<li><strong>Le champs elysées</strong> Una delle strade più famose del mondo. Può essere piacevole passeggiare e, per le donne, guardare le vetrine.</li>
<li>Una mattina mi pare il sabato ma non mi ricordo il giorno. Lo trovi in qualsiasi guida. Potresti fare una visita al mercato delle pulci (<a href="http://www.st-ouen-tourisme.com/uk/marche_aux_puces/presentation.html" target="_blank"><strong>Marché de Saint Ouen</strong></a>)</li>
</ol>
<p>Per la strada durante il viaggio (e perché  no, anche a Parigi)</p>
<h2><a title="Dormire a Parigi" href="http://www.occasioni-vacanze.com/dormire/hotel-a-parigi" target="_blank">Dormire</a></h2>
<p>Tenete d&#8217;occhio le pubblicità di <strong>F1</strong> oppure, mi pare, &#8220;<strong>hotel la nuit</strong>&#8221; o altre catene economiche.<br />
Se decidete di fermarvi a dormire costano poco. Sono un po&#8217; spartani ma decenti. Non ricordo se l&#8217;F1 ha il bagno in camera. Ne ho preso uno a caso ad Auxerre, costa 32 euro la camera tripla o doppia e 39 euro a persona la colazione.<br />
<a href="http://www.hotelformule1.com/formule1/fichehotel/gb/for/2508/fiche_hotel.shtml" target="_blank">www.hotelformule1.com/formule1</a></p>
<h2>Mangiare</h2>
<p>Gli <strong>hotel Campanile </strong>hanno degli ottimi buffet a prezzi di solito accettabili. Spettacolari i dolci. L&#8217;ultima volta che però sono stato in Francia (non a Parigi, ma in Borgogna) non mi sembravano poi così economici&#8230;. Perciò controllate, magari hanno cambiato politica di prezzi.</p>
<p>Ma a guardare il sito non mi sembra che costi molto<br />
<a href="http://www.campanile.com/en/hotels/menu.aspx" target="_blank">www.campanile.com</a><br />
e poi c&#8217;è la <a title="Vai alla Children Offer" href="http://www.campanile.com/en/hotels/menu_children.aspx" target="_blank">children offer</a> (con un euro in piu&#8217; ogni adulto fa mangiare il bambino).</p>
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