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Mauritius: rifugio chic nel cuore dell’Oceano Indiano

Agosto 18, 2008

Mauritius è un’isola vulcanica che fa capolino nell’Oceano Indiano a 900 chilometri ad est delle coste del Madagascar. Mark Twain scrisse che “il paradiso fu copiato dall’isola di Mauritius”. Grazie ad una politica lungimirante che ha puntato sull’ecoturismo e sulla cura dell’ambiente, questa piccola isola a forma di pera, lunga 58 km e larga 47, è rimasta incontaminata nonostante l’affluenza costante e massiccia di turisti.

Oltre all’isola principale, la repubblica di Mauritius comprende anche l’isola abitata di St. Brandon e Rodrigues e le isole Agalega. Mauritius fa parte delle Isole Mascarene, assieme all’isola di Réunion che con Tromelin appartiene all’Africa Francese. Indipendente dal 1968, quello dell’isola di Mauritius è un microcosmo che racchiude una cultura affascinante, frutto della mescolanza tra elementi europei, ereditati dal passato coloniale, e tracce di influenza indiana, africana, inglese e cinese.

Da sempre meta per eccellenza dei turisti europei in cerca di mare e sole, vanta spiagge bianchissime, splendide montagne e laghi vulcanici, ospita una popolazione di lingua creola e dispone di una quantità notevole di alberghi di lusso, molti dei quali costruiti nel rispetto della bellezza naturale dell’isola. Al centro dell’isola si estende un altipiano costellato da crateri vulcanici e corsi d’acqua delimitato da tre cime basaltiche che dominano il profilo di Mauritius: il Piton de la Rivière Noire (828 m), il Pieter Both (823 m) e il Pouce (812 m).

Da non perdere assolutamente:

  • la spiaggia de l’Arsenal (o Baia aux Tortues) un’incantevole lingua di sabbia bianca, poco frequentata, posta vicino alle rovine di un arsenale francese e di un mulino, oggi celati alla vista dalla vegetazione lussureggiante;
  • Il giardino botanico ‘Sir Seewoosagur Ramgoolam’ di Pamplemousses, uno dei più antichi del mondo, conosciuto per la grande varietà di piante esotiche e per il fatto di ospitare la palma reale che fiorisce una volta ogni 40 anni;
  • L’isola dei Cervi, raggiungibile in piroga attraverso la laguna. L’isola è ricca di spiagge ombreggiate da filaos e di lagune meravigliose.
  • La riserva naturale Domaine des Chausseurs che si trova vicino Mahébourg, una piccola città coloniale ricca di storia. La riserva ospita cervi, scimmie e cinghiali.

Il clima a Mauritius è mite tutto l’anno e la temperatura si mantiene stabile. Per le immersioni è consigliabile il periodo tra marzo e maggio e tra settembre e novembre, quando l’acqua è più cristallina.

Tanto mare e relax ad Anguilla (Piccole Antille)

Giugno 23, 2008

L’isola di Anguilla è la più a nord delle Isole Sopravento settentrionali (Leeward islands) nelle Piccole Antille, ai Caraibi. E’ situata a breve distanza dalle isole di St. Maarten (St. Martin), St. Barts, Saba e St. Eustatius e il territorio è di 102 Km quadrati. Anguilla è un’isola piatta e brulla con un entroterra non particolarmente interessante, ma lungo il suo perimetro di 19 km si susseguono alcune delle spiagge più belle del mondo. Proprio grazie a queste magnifiche distese di sabbia bagnate da acque cristalline sulle quali affiorano qua e là banchi di scogli, Anguilla è tra le isole meno sviluppate dei Caraibi, una delle più amate da chi non cerca altro che un paradiso in cui stendersi al sole e riposare in tutta tranquillità.

Pur trovandosi a pochi chilometri dalla vivace Saint Martin, Anguilla conserva un carattere sonnacchioso e sereno. Le sue bellissime spiagge coralline di finissima sabbia bianca, circa una trentina, sono lambite da un mare dai colori strepitosi. Quella di Shoal Bay è però la vera spiaggia da non perdere. Naturalmente non ci si può aspettare di essere i soli a godere questa meraviglia della natura, soprattutto in alta stagione o nei weekend, ma chi ha la fortuna di trovarsi lì, sappia che bastano pochi metri oltre la riva per immergersi in un altro mondo, popolato da pesci di tutti i colori e magnifici giardini di coralli.

Anguilla è considerata una delle mete più esclusive dei Caraibi Orientali, per i suoi alberghi di lusso, ma propone anche piccole pensioni ed appartamenti a gestione locale che rendono l’isola adatta anche ai viaggiatori meno facoltosi. L’isola al suo interno è piatta e coperta solo di arbusti e quindi l’attrazione principale sono le sue spiagge da sogno. Qui è possibile fare snorkelling ed immersioni subacquee indimenticabili. Volendo si può visitare Anguilla anche facendo una gita in giornata da St Martin, con la quale è collegata da un servizio di traghetti con partenze ogni mezz’ora. Un viaggio ideale per chi vuole trascorre una vacanza tutto mare e relax.

Il periodo migliore per visitare Anguilla è da novembre ad aprile.

Tra delfini ed iguane sull’isola di Roatan

Giugno 4, 2008

Roatan, al largo delle coste dell’Hoduras è la più grande delle Islas della Bahia (Utila, Roatàn, Guanaja), un gruppo di tre isole a 60 km dalla terra ferma. Roatan è lunga circa 70 km e larga appena tre, una striscia di terra lussureggiante appoggiata in un mare cristallino. La barriera corallina di Roatan è la più lunga del mondo dopo quella della Gold Coast in Australia. Il New York Times l’ha segnalato come uno dei posti da vedere assolutamente nel 2008, forse perché, fino ad ora risparmiato dalla speculazione edilizia, probabilmente non sarà ancora tale in un futuro prossimo. In origine l’isola era abitata da indigeni, che furono però deportati dagli spagnoli. Ma è famosa soprattutto per essere stata il covo di leggendari pirati, come Henry Morgan, il cui mitico tesoro non è mai stato ritrovato.

La capitale di Roatan è Coxen Hole (dal nome del pirata inglese Coxen) dove è possibile fare shopping (amache, tessuti, bijoux, rum, essenza di vaniglia, caffè). Da non perdere la spiaggia di West Bay, la più bella dell’isola che si trova a West End, il centro della vita notturna di tutta Roatan. Non attendetevi bagordi, West End rimane comunque un piccolo villaggio di poche case a palafitta. Per raggiungerla si può prendere un water-taxi direttamente da West Bay.

L’isola è facilmente visitabile con una macchina o con uno scooter, anche perché è percorsa da una sola strada che l’attraversa per l’intera lunghezza. Un salto all‘Iguana’s Farm a Jonesville è consigliato perché vedere tante iguane tutte insieme è veramente uno spettacolo raro. Come un giro nella zona di Anthony’s Key per un incontro con allegri e gioviali delfini. Se invece si vuole passeggiare in un tipico villaggio di pescatori, ci si deve recare a Oak Ridge, un delizioso villaggio sospeso sul mare e circondato da mangrovie. Oak Ridge è definito il villaggio Inglese e molti dei suoi abitanti hanno capelli biondi e occhi chiari, evidenti discendenti dei corsari inglese che hanno abitato l’isola.

Da visitare sull’isola anche il parco botanico di Gumba Limba per giocare con le simpaticissime scimmie cappuccine. L’isola mantiene ancora intatta la sua natura rigogliosa, un giardino tropicale ricco e verdissimo, segno anche di un clima molto umido e di piogge frequenti. La media è di 20 giorni di pioggia al mese ed i i mesi meno piovosi sono gennaio e febbraio.

Roatan è l’ideale per chi ama le immersioni, con un reef spettacolare. Le zone migliori per le immersioni sono Light House Reef e Green Out House Wall.

La strada per il paradiso porta a Palau

Aprile 7, 2008

palau2.jpg

Ho visto un documentario su Sky di Palau in Micronesia e ne sono rimasta folgorata. Un’acqua dalla purezza incredibile, con una visibilità che non mi era mai capitato di ammirare, incredibili varietà di pesci e di flora marina, una miriade di isolette e scogli calcarei che emergono dal fondo della laguna, come gettati dal cielo, una moltitudine di stelle lussureggianti a punteggiare l’azzurro dell’oceano. E poi laghi salati pieni di strane meduse senza tentacoli, squali e grandi mante, tonni e barracuda, aquile di mare e sipari di gorgonie, immensi coralli e madrepore, pareti rocciose, mangrovie fittissime e piccole calette discrete. Credo che l’immagine del paradiso si avvicini molto a quest’intricato labirinto di isole racchiuse in un emozionante arcipelago.

Palau, che si estende a 950 chilometri ad est delle Filippine epalau.jpg 650 chilometri a nord dell’equatore, conta 343 isole circondate da uno dei migliori mari al mondo per effettuare immersioni. Punto di incontro di tre grandi correnti oceaniche, queste acque ospitano più di 1500 varietà di pesci e una quantità di specie di corallo quattro volte superiore a quello del mar dei Caraibi. Le acque di Palau sono perfette per memorabili immersioni (la visibilità all’interno della laguna arriva a sessanta metri in orizzontale ed è ancora migliore nelle acque oceaniche): la Ngmelis è una parete considerata fra le più belle del mondo, un reef quasi affiorate che scende verticalmente fino a più di 300 metri di profondità. Il palau-3.jpgleggendario Blue Corner è uno dei punti più interessanti per la ricchezza e le dimensioni dei pesci che vi abitano, non ultimi gli squali grigi. A tutto questo splendore si aggiungono più di 50 relitti di navi giapponesi colate a picco durante la Seconda Guerra Mondiale. Un’altra rinomata immersione, ma non in acque oceaniche, è quella a Jellyfish Lake, un lago salato (in totale ce ne sono trenta) dove vivono migliaia di meduse, non urticanti, in quanto non avendo nemici si sono moltiplicate a dismisura e hanno perduto i tentacoli velenosi.

Un’altra meraviglia di Palau sono le Rock Islands, duecento isolotti che spuntano come funghi color verde smeraldo lungo un tratto di 30 km tra acque turchesi e trasparenti. Coperti di palme e fitta vegetazione, alcuni di questi bassi affioramenti calcarei sono orlati da spiagge di sabbia bianca finissima e sono popolati da una moltitudine di uccelli, tra i quali i cacatua, i pappagalli e i martin pescatori.

Le isole sono completamente disabitate e non dispongono di corrente elettrica. La popolazione è comunque di 15.000 abitanti, di cui i due terzi vivono nella capitale Koror. Il clima è caldo e soleggiato tutto l’anno, con la stagione secca tra febbraio e aprile. Il periodo migliore per visitare Palau è da dicembre a febbraio.

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