Categoria: Guide turistiche ed editoria

Micronazioni crescono

Agosto 9, 2007

Hanno nomi quasi fiabeschi e sono sparse in tutto l’emisfero. La Lonely Planet ha dedicato loro persino una guida riconoscendone la crescente importanza e diffusione. Se si cercano su una cartina geografica non si riescono ad individuare perché non sono segnalate. Sto parlando della Micronazioni, paesi che hanno scelto di staccarsi dallo Stato di appartenenza. Le micronazioni hanno territorio, leggi, governi, coniano la loro moneta, stampano francobolli ma non sono riconosciute legalmente e possono essere grandi anche solo come una piattaforma in mezzo al mare o una singola casa. Alcuni fanno risalire l’origine di queste particolari nazioni al 19esimo secolo, come le Isole Cocos. Dalla seconda metà del secolo scorso si è verificata una rinascita delle micronazioni dopo uno stallo durato all’incirca mezzo secolo. E nel 2008 si incontreranno tutti sull’isola croata di Brioni per un summit internazionale.

Wikipedia fornisce un elenco delle Micronazioni disseminate nel mondoIn Italia:

  • Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose (Esperanta Respubliko de la Insulo de la Rozoj)fondata nel 1968
  • Principato di Seborga in Liguria
  • Regno di Tavolara in Sardegna

In Europa:

  • Impero di Coleman (limitato a una roulotte in Inghilterra)
  • Hay-on-Wye (in Galles)
  • Repubblica di KugelMugel (una singola casa a Vienna)
  • Ladonia (in Svezia, dal 1996)
  • Regno di Lovely (un singolo appartamento a Londra)
  • Lundy (in Inghilterra)
  • Principato di Sealand (piattaforma in Inghilterra)
  • Valtio (50 m² in Finlandia)
  • Waveland collocata su Rockall nell’Oceano Atlantico a nord dell’Inghilterra
  • Repubblica di Wendland Libera (Republik Freies Wendland) in Germania
  • Moresnet o Moresnet Neutrale, di fatto coamministrato da Belgio e Prussia

In America:

  • Regno di Araucanía e Patagonia (Sudamerica) - da classificare come micronazione per le modalità di esistenza, ma non per l’estensione, molto vasta
  • Repubblica di Conch (Florida)
  • Repubblica del Fiume Indiano (Republic of Indian Stream) (Nordamerica orientale, 1832-1835)
  • Molossia (Nevada/California)
  • Regno di Redonda (Caraibi)

In Asia:

  • Regno di Umanità (Kingdom of Humanity) (Mar della Cina)
  • Repubblica di Morac-Songhrati-Meads (Mar della Cina)
  • Kalayaan (o Freedomsland) (Mar della Cina)

In Oceania:

  • Aeterna Lucina (Australia)
  • Aramoana (Nuova Zelanda)
  • Regno di EnenKio (Oceania)
  • Principato di Hutt River (75 km² in Australia occidentale, fondato nel 1970)
  • Regno delle Isole del Mar dei Coralli (Oceania)
  • Principato di Marlborough (Australia)
  • Minerva (Oceano Pacifico)
  • Rainbow Creek (Australia)

In più continenti:

  • Impero Aerico (America, Australia, ecc.)

Senza territorio:

  • Atlantium (Australia)
  • Ducato di Avram (Australia)
  • Waveland; lo stesso nome fu usato per Rockall (v. sopra)

Vacanze economiche con la guida Routard

Luglio 4, 2007

Sono sempre state considerate le guide degli squattrinati e dei giramondo. Nate negli anni ‘7o dalla mano di Philippe Gloaguen come bibbia per gli autostoppisti, rappresentano oggi una compagna indispensabile per ogni tipo di viaggio perchè ricche di informazioni pratiche e con pochi fronzoli inutili. Sto parlando delle Guide Routard, le guide economiche della Touring, famose tra i giovani o tra coloro che si sentono sempre giovani. Le guide Routard si sono imposte tra coloro amano viaggiare in piena libertà e autonomia, costruendo da sé il proprio viaggio e spendendo possibilmente poco, o comunque il giusto. Ora arriva sugli scaffali la nuova guida Routard, non più dedicata ad un solo paese, ma rivolta a tutti coloro che vogliono viaggiare in modo economico. Si chiama ‘Week-end Low Cost’ (460 pagine, 16 euro) e fornisce consigli e suggerimenti su cinquanta destinazioni in ventuno paesi europei. Il libro è un indispensabile vademecum per orientarsi tra le mille offerte e passare una vacanza (o un fine settimana) all’insegna del ‘risparmio più sfrenato’. Si parte con le proposte degli aerei a basso costo, mezzo di trasporto più sfruttato dal globetrotter moderno. Ma anche degli alberghi, ostelli, ristoranti, discoteche, noleggio bici, buoni sconti, tutto quello insomma che permette di viaggiare con un budget ridottissimo. Dall’Amestard Card che consente di risparmiare notevolmente sull’entrata ai musei e sui trasporti ai B&B più economici della carissima Londra. Il consiglio, però, che vale su tutti è quello di prenotare il viaggio via internet, possibilmente in anticipo. E’ questo il modo più comodo e veloce per risparmiare in qualsiasi vacanza fai-da-te.

Come difendersi da spiagge sporche e accessi negati

Giugno 4, 2007

La guerra tra le spiagge ha preso il via anche quest’anno. Da una parte del fronte i bagnanti e dall’altro i gestori degli stabilimenti. Oggetto del contendere: il libero accesso alla battigia per potersi godere il mare senza dover pagare il pedaggio. Quello dell’accessibilità è legge dello Stato dato che è un principio inserito nella Finanziaria 2007 lo scorso dicembre. Si legge all’articolo 1, comma 251, della legge 296/2006 “È fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione”. Sulla base di questa legge i Verdi hanno preparato un Manuale di autodifesa del bagnante con tutta una serie di informazioni utili su come comportarsi e chi chiamare (il Comune, i Vigili Urbani e le Capitanerie di Porto) nel caso di divieto d’accesso opposto dai gestori degli stabilimenti balneari. All’interno del manuale – scaricabile dal sito dei Verdi – sono presenti anche i moduli per scrivere le denunce in caso di negato accesso e c’è anche un elenco regione per regione degli organi da contattare. Lo scontro politico, che ha diviso la maggioranza, è scoppiato dopo che una circolare del ministero del Turismo, ha interpretato in modo restrittivo il principio assoluto contenuto nella legge, consentendo alla costa livornese, a causa della sua conformazione territoriale, di non sottostare alle leggi dello stato. Un’interpretazione a cui i Verdi si sono opposti totalmente. Come si legge nella presentazione del manuale “La situazione italiana, dal punto di vista dell’uso del demanio marittimo è una vera e propria anomalia che non ha precedenti nel mondo. La forte privatizzazione degli arenili ha portato i cittadini a non poter godere del diritto di andare al mare senza pagare un biglietto d’ingresso. Una famiglia italiana ogni giorno paga per andare al mare, spesso solo per farsi un bagno, un biglietto d’ingresso a un costo medio di 15-20 euro”.
Nel manuale sono inoltre contenute le regole, caso per caso, per andare al mare consapevoli dei propri diritti e delle proprie ragioni.

  1. Non vi fanno entrare nello stabilimento per andare al mare, o vogliono farvi pagare il biglietto, oppure vi proibiscono di stazionare temporaneamente per fare un bagno sulla battigia antistante l’area compresa nella concessione, anche se non possedete oggetti strumentali alla balneazione (sdraio, ombrellone), se non il semplice telo da mare. Avete il diritto di entrare gratuitamente, raggiungere il mare per la via più breve o quella che vi indicheranno, e decidere se fare il bagno posando i vostri indumenti, prendere il sole, purché non intralciate il passaggio dei mezzi di soccorso o il passaggio di altri, o se non desiderate fare un bagno, potete passeggiare lungo la battigia. Ricordate che la battigia è un’area esclusa dalla concessione demaniale su cui il concessionario non ha alcuna titolarità di contestare alcunché.

  2. Non vogliono farvi uscire dallo stabilimento? Come sopra.

  3. Volete vedere il mare ma lo stabilimento è chiuso e la spiaggia libera è lontana? Non c’è alcuna legge che permette a qualcuno di impedire l’accesso al mare fuori della stagione balneare. Pertanto i gestori devono lasciare la possibilità d’accesso, e se trovate chiuso è l’occasione di denunciare l’accaduto ai Vigili Urbani, e alla Capitaneria di Porto.

  4. Volete andare in spiaggia a pescare ma non sapete dove entrare? Come sopra.

  5. La spiaggia libera è sporca? La pulizia delle spiagge libere è a carico del Comune. Se la spiaggia è sporca non esitate a inviare una segnalazione o un esposto circostanziato al comune di appartenenza.

  6. La spiaggia in concessione ad uno stabilimento è sporca d’inverno? La pulizia della spiaggia in concessione è un obbligo del concessionario anche d’inverno. Segnalate il fatto al comune di appartenenza o alla Capitaneria di Porto.

  7. Quali sono gli standard di sicurezza? Ogni cento metri d’arenile ci deve essere una postazione di salvataggio con un operatore abilitato, dotato di: maglietta con scritto in maniera ben visibile “salvataggio”; fischietto; pattino o battello rosso con riportata la scritta “salvataggio” e il “nome dello stabilimento”; due salvagente anulari di cui uno munito di una corda di almeno 30 metri; una gaffa.

  8. Non viene rilasciata la ricevuta fiscale per la cabina, l’ingresso o altro. Come ogni altro esercizio, il mancato rilascio della ricevuta è una violazione della legge.

  9. Non ci sono accessi per disabili fino alla battigia. Si tratta di una violazione della legge 104 del 1992, sui diritti delle persone disabili.

  10. Sono in corso costruzioni di immobili sul demanio? Va verificato se c’è un cartello che autorizza la costruzione e inviare un esposto al comune.

  11. Ci sono fognature a cielo aperto che scaricano in mare. Inviare immediatamente un esposto alla Procura della Repubblica, alla Provincia e al Comune.

Se dovreste avere problemi, conclude il manuale, non esitate a “telefonare alle autorità. Chiedete il nominativo del responsabile dello stabilimento e procedete ad una denuncia circostanziata supportata da testimoni o spedite un esposto, oppure recatevi presso la vicina caserma dei Vigili Urbani e sporgete denuncia formale”.

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