Archivi: marzo 2008

L'isola di Sylt, un gioiello nel mare del Nord

di patrizia

marzo 25, 2008

Sylt è considerata, a giusta ragione, la più bella isola nel Mare del Nord (Nordsee). Posizionata alla stessa latitudine della punta meridionale dell’Alaska, tra la Danimarca e l’Olanda, davanti alla costa dello Schleswig-Holstein la tedesca Sylt è l’isola più grande dell’arcipelago delle Frisie. Nel suo punto più stretto però misura appena 548 metri di larghezza. Circa otto mila anni fa si è separata dalla terraferma, alla quale è oggi collegata dalla diga “Hindenburgdamm”.

L’isola di Sylt, con i suoi 40 km di lunghezza, ricorda un enorme frangiflutti ed è perennemente battuta da un mare chiassoso e vivace. Questa lunga lingua di sabbia è caratterizzata da un paesaggio mutevole fatto di morbide dune e 64 chilometri di costa sabbiosa, che purtroppo, un giorno o l’altro finirà per scomparire. La distesa tranquilla del Wattenmeer a oriente, le dune selvagge, gli argini verdi, le falesie maestose e i prati fioriti, i tipici cottage di mattoni dal tetto spiovente e le poltroncine da spiaggia di vimini sono solo alcune delle caratteristiche che fanno di questa isola la meta preferita degli amburghesi.

La popolazione di quest’isola, che per secoli è stata composta da pescatori, pirati e cacciatori di balene, oggi conta un’alta percentuale di gay e lesbiche. Sull’isola è anche presente una nota spiaggia di nudisti, che si dice fosse già in voga nel 1800. Molto del fascino di Sylt si dice essere dovuto alla sua luce particolare e al cielo, che assume tutte le tonalità del pastello fino a tingersi di grigio al morire del giorno.

Sui 9800 ettari dell’isola sono presenti dodici villaggi: Keitum è il ‘cuore verde’ di Sylt con i suoi deliziosi giardini posti all’ingresso delle tradizionali casette dal tetto di paglia, Westerland è invece l’insediamento più grande che si avvicina quasi a somigliare ad una città. Sylt è l’isola dalle due anime: quella chic, ricca che cerca riposo ed attenzioni negli alberghi e ristoranti di questa esclusiva località balneare e quella della vita notturna sfrenata, del divertimento estremo, alla ricerca di un luogo libero e selvaggio per le proprie vacanze.

Riscaldamento globale: le coste che rischiano di scomparire

di patrizia

marzo 17, 2008


La rivista economica statunitense Forbes ha stilato una classifica delle otto aeree costiere che rischiano di scomparire a causa dell’innalzamento della temperatura globale. “La Bibbia del capitalismo” non ha preso in considerazione solo questo fattore per decidere quali meravigliosi luoghi di vacanza potrebbero non esistere più, ma anche l’eccessiva pesca e l’inquinamento delle acque marine. La prima località che compare in questa triste classifica è quella di Phuket, in Thailandia. Negli ultimi anni la rinomata località, resa nota da tanti film e conosciuta per il suo incredibile paesaggio, ha subito sensibili cambiamenti proprio a causa del riscaldamento climatico. Il rischio maggiore che minaccia Phuket è la siccità e spesso durante l’alta stagione anche gli alberghi di lusso rimangono senza acqua.

Al secondo posto si piazzano le isole caraibiche. A parere di Mark Spalding, uno scienziato marino dell’organizzazione internazionale “Nature Conservancy”, queste isole sono ferite non da un unico problema ma da una “sinergia di minacce” come il riscaldamento climatico, l’eccessiva urbanizzazione e la pesca illegale. Anche il golfo del Maine, negli Usa è in serio pericolo secondo Forbes a causa dei cambiamenti climatici. Minacciate dai cambiamenti climatici anche la linea costiera di Maiorca sottoposte ad un eccessivo turismo. L’acqua a Maiorca scarseggia a causa dell’eccessiva domanda e all’aumento della temperatura.

Altre quattro aree costiere sono state poi segnalate dalla rivista. La prima è quella della costa centrale del Cile, formata da innumerevoli ed incredibili spiagge bianche. In questi anni molte specie marine sono scomparse a causa non solo del riscaldamento globale ma anche dell’inquinamento prodotto dalle tante industrie di pesca nate nella zona. Il Canada meridionale e lo stato americano dell’Oregon sono colpiti da un alto tasso d’inquinamento. Sono così scomparse numerose specie ittiche e si sono sviluppati pesci maschi con caratteristiche sessuali femminili. Chiudono la classifica le coste orientali delle Filippine, minacciate dall’eccessiva pesca e dalla conversione delle foreste mangrovie in siti per l’allevamento di gamberi e pesce ed alcune zone costiere bagnate dal Mar del Nord. Senza le mangrovie che le proteggono dall’erosioni e dai cicloni, l’ecosistema di queste aree va in mille pezzi.

Le vaccinazioni necessarie per viaggi in paesi esotici

di patrizia

marzo 10, 2008

Chi deve fare un viaggio in paesi esotici e lontani sa di essere quasi obbligato a tutelare la propria salute sottoponendosi alle vaccinazioni per le malattie tropicali più diffuse. La scelta se fare o meno una vaccinazione prima del viaggio dipende, non solo dal luogo di destinazione, ma anche dalla tipologia del viaggio, dalle condizioni igienico – sanitarie della struttura dove si soggiorna, dalle abitudini e dal proprio stile di vita. Chi si reca in un lussuoso resort all inclusive difficilmente si troverà in situazioni di pericolo o di possibile contagio, chi invece decide di fare un viaggio all’avventura, senza nessuna struttura di supporto, allora potrebbe venire a contatto con alcuni tipi di malattie quali: la febbre gialla, l’epatite A, il tifo o febbre tifoide e la malaria. E’ comunque importante ricordarsi, dal momento in cui si è deciso di fare la vaccinazione, che questa non è una sicurezza assoluta e le comuni norme igieniche devono essere sempre rispettate per prevenire qualsiasi tipo di infezione. Le vaccinazioni obbligatorie, cioè assolutamente richieste per l’ingresso nei paesi che le pretendono, sono attualmente solo due: l’antimeningite, obbligatoria per chi è diretto in Arabia Saudita, e l’antifebbregialla.

FEBBRE GIALLA
E’ una malattia infettiva, potenzialmente molto grave e spesso mortale, trasmesso all’uomo dalla zanzara Aedes Aegypti.
Diffusione
I paesi ad alto rischio per la malattia sono situati in vaste zone dell’Africa e del Sudamerica
Periodo di incubazione
Dopo la puntura della zanzara è di 3-6 giorni
Sintomi
Dolori ossei e muscolari, mal di testa, brividi, febbre, stato di prostrazione, nausea e vomito. In seguito appare una leucopenia ed emorragie. L’ittero, inizialmente moderato, si accentua gradualmente. La mortalità può arrivare anche oltre il 50% nelle persone non vaccinate
Vaccinazione
La somministrazione deve avvenire almeno 10 giorni prima della partenza, un’unica dose conferisce una protezione per circa 10 anni. La vaccinazione contro la febbre gialla può essere somministrata solo presso i centri sanitari pubblici, autorizzati dal Ministero della Sanità. E’ controindicata in gravidanza, in caso di allergia all’uovo, nei bambini sotto i 9 mesi e in presenza di gravi deficit immunitari.

TIFO O FEBBRE TIFOIDE
La febbre tifoide (chiamata anche tifo addominale) è una gravissima malattia tropicale trasmissibile attraverso alimenti e bevande contaminati dalle feci di persone infette.
Diffusione
I paesi endemici per il tifo sono quelli con uno scarso livello igienico generali, soprattutto l’India. Ma anche Africa, Medio Oriente, Asia e America Latina.
Sintomi
La malattia si manifesta gradualmente dopo 7-14 giorni con inappetenza, febbre, mal di testa, dolori addominali ed alvo alterno. La lingua diventa secca ed arrossata ai bordi. Sintomi caratteristici, anche se non molto presenti, sono il delirio, lo stato stuporoso e il coma. E’ difficile che un viaggiatore contragga il tifo ma può essere anche mortale.
Vaccinazione
Va fatta almeno 15-20 giorni prima della partenza. Esistono due tipi di vaccino: quello per via orale, si conserva in frigo e raramente provoca effetti collaterali e per via intramuscolare, che è compatibile anche con trattamenti antibiotici e con la profilassi antimalarica. La vaccinazione ha un’efficacia intorno al 65% e dura solo 3 anni.

MALARIA
La malaria è la più grave e la più diffusa malattia tropicale. La gravità di questa infezione è data dal Plasmodio responsabile (la morte per malaria spesso è dovuta al Plasmodium falciparum). Si trasmette attraverso la puntura della zanzara femmina del genere Anofele. A volte può avvenire anche tramite trasfusione di sangue e, raramente, da madre a feto.
Sintomi
Sopraggiunge febbre, a volte preceduta da brividi, cefalea, dolori muscolari e simil-influenzali; a volte si aggiunge anemia ed ittero. Le recidive si possono verificare anche dopo anni dall’infezione primaria. La malaria da Plasmodium falciparum è molto pericolosa perchè se non viene trattata adeguatamente può portare al coma e poi alla morte.
Vaccinazione
Non esiste ad oggi un vaccino contro la malaria
Prevenzione
Per impedire o ridurre al minimo le punture delle zanzare il viaggiatore deve adottare una serie di misure precauzionali :

  • spalmare o spruzzare le parti del corpo che rimangono scoperte con insetto-repellenti (da evitare il contatto con le mucose o con gli occhi), tenendo presente che il sudore riduce l’effetto di tali preparati;
  • usare zanzariere, soprattutto per i bambini, abbastanza grandi da poter essere rimboccare sotto il materasso o comunque dormire in stanze con reti alle finestre o con aria condizionata;
  • usare un insetticida al piretro per eliminare eventuali zanzare;
  • chi sta fuori quando il sole cala dovrebbe indossare vestiti che non lascino scoperte parti del corpo (camicie con maniche lunghe, pantaloni lunghi, ecc.);
  • preferire abbigliamento di colore chiaro, perchè i colori scuri attraggono le zanzare;

Prevenzione con farmaci
Dev’essere indicata dal medico caso per caso, tenuto conto che:

  • in molti Paesi esiste la resistenza alla Clorochina;
  • i farmaci antimalarici a volte sono controindicati;
  • nei bambini piccoli e nelle donne in gravidanza sono necessarie speciali precauzioni;
  • l’associazioni di antimalarici con altri farmaci può essere sconsigliabile;
  • Solo i viaggiatori che si dirigono in località lontane da strutture sanitarie possono ricorrere all’autotrattamento che deve essere limitato al tempo necessario per raggiungere un servizio sanitario per il trattamento più adeguato;
  • nessun trattamento preventivo garantisce al 100% l’eliminazione del rischio. Gli antimalarici possono dare effetti collaterali indesiderati

EPATITE A
È un’infezione virale del fegato che si contrae mangiando o bevendo cibi e bevande contaminate dal virus.
Diffusione
I paesi endemici sono Africa, Asia e Sudamerica
Periodo di incubazione
La mia è di 25-30 gironi ma si può arrivare anche a 50
Sintomi
Il sintomo classico della malattia è l’ittero cioè il colorito giallastro della pelle ma l’epatite può decorrere senza la benché minima comparsa di alcun sintomo ben preciso. Al massimo possono essere presenti anche solo stanchezza, nausea, inappetenza, malessere generale. Fortunatamente solo in rari casi la malattia ha un decorso fulminante con conseguente decesso, spesso non comporta conseguenze gravi.
Vaccinazione
La prima dose di vaccino va eseguita almeno 15 – 20 giorni prima della partenza e conferisce un ottimo grado di immunità. A distanza di 6 – 12 mesi dalla prima dose è consigliata una seconda dose di richiamo, che assicura una protezione della durata di circa 20 anni. Consigliata a chi programma un viaggio avventuroso o a chi soffre di patologie croniche al fegato.

Lombok, un paradiso incontaminato in Indonesia

di patrizia

marzo 4, 2008

A soli venti minuti di aereo da Bali si trova un’isola incantata, immersa in una ricca vegetazione e lambita da un mare che toglie il fiato, Lombok. Nominata dal New York Times come una delle 53 destinazioni assolutamente da visitare nel 2008, Lombok è un vero paradiso incontaminato, dove il turismo di massa non è ancora riuscito a scalfire la sua bellezza da sogno. La sua origine vulcanica regala all’isola indonesiana di Lombok una varietà incredibile di spiagge: da quelle bianche, che ognuno di noi almeno una volta nella vita ha sognato di calpestare a quelle di sabbia nera, stravagante regalo della natura, quasi tutte rigorosamente deserte. Tutte queste spiagge sono bagnate da un mare limpido che custodisce preziosi tesori composti da fondali corallini, pesci tropicali, fitte vegetazioni marine. Sul mare galleggiano tranquille e placide prahu, le coloratissime imbarcazioni dei pescatori, che trovano riparo nei porti naturali. Lombok e la sua popolazione, a maggioranza musulmana, hanno saputo mantenere un carattere rurale, legato alle antiche tradizioni e per nulla intaccato dalla modernità.
Lombok è conosciuta, oltre che per le sue meravigliose spiagge, anche per il suo verdissimo entroterra, dominato dal grandioso vulcano del Monte Rinjani. Qui si può intraprendere un trekking di tre giorni annoverato come una delle migliori scalate della zona. I meno sportivi invece possono concedersi una passeggiata guidata di quattro ore tra villaggi rurali, seguendo sentieri che accompagnano la conformazione delle risaie terrazzate fino a raggiungere delle spettacolari cascate alte 45 metri.
Le strutture turistiche presenti a Lombok, fatta eccezione per un piccolo gruppo di alberghi di lusso sulla spiaggia di Senggigi, a ovest dell’isola, sono per la maggior parte strutture turistiche semplici e a prezzi modici.
Da Lombok sono possibili interessanti escursioni verso le isole circostanti, raggiungibili con battelli locali. Le Three Gilis sono piccole isole quasi disabitate a largo della costa nord occidentale e sono la meta ideale per chi vuole rifuggire la calca e godersi la tranquillità.
Il periodo migliore per visitare Lombok è tra aprile ed ottobre, infatti la stagione delle piogge va da dicembre a marzo. Non è richiesta alcun tipo di vaccinazione.

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