Archivi: Febbraio 2008

Il casolare di Tobia (mangiare bene)

Febbraio 26, 2008

Nell’estate del 2005 ho trascorso una bella vacanza in Campania. Durante il giorno visite a tutto spiano, da veri turisti, e alla sera alla ricerca di ristoranti con un buon rapporto qualità prezzo. Una sera, nei pressi di Bacoli, abbiamo trovato questo casolare in posizione panoramicissima, sull’orlo di un cratere vulcanico. Il ristorante si raggiunge dopo una brevissima passeggiata a piedi in mezzo ad una natura selvaggia e spettacolare.

Abbiamo mangiato benissimo! Frutti di mare, polpo in insalata, astice gratinato, frittelle di alghe, bruschette di mare e melanzane, sempre al sapore di mare, risotto alla pescatora, e molto altro ancora! Tant’è vero che sono quasi tre anni che giro con il loro bigliettino da visita in tasca, con l’idea di tornare a fare una mangiata come si deve. E’ un peccato non abitare da quelle parti. Come spesso succede, è la distanza a rendere difficili questi incontri. Visto che non sono riuscito a tornarci io consiglio a chi legge questo post di fare una capatina. Obbligatorio prenotare, altrimenti non c’è speranza di trovare posto. Se non ricordo male, c’è anche la possibilità di alloggiare, ma meglio che sentiate direttamente da Tobia o Peppe.

  • Il casolare di Tobia (immagini sul sito)
    (non ho capito perchè, ma il sito più usabile e più bello è un po’ nascosto
    ecco il link al sito usabile del Casolare di Tobia)
    Contrada Coste Fondi di Baia - in Via Selvatico 12, 80070 - Bacoli (NA)
  • Per prenotare
    Tel. 081.523.47.65
    Cellulare 339.52.97.348

Nel 2007 boom di visitatori nei parchi divertimento italiani

Febbraio 19, 2008

Nel paese dove sono raccolte il 40% del totale mondiale di opere d’arte, naturalmente sto parlando dell’Italia, il parco di divertimento di Gardaland attira più visitatori dei suggestivi scavi di Pompei e sta alle calcagna dei Musei Vaticani. Questo è il risultato inatteso delle statistiche fornite dal Ministero dei Beni Culturali, incrociate con i dati della SIAE (Società Italiana Autori ed Editori), sulle vendite dei biglietti per le attività di intrattenimento e spettacolo, in merito all’affluenza nelle località in cui è indispensabile un biglietto per entrare.

Secondo questa ricerca il Colosseo rimane il luogo più visitato in Italia, con 4.454.000 biglietti staccati al 31 ottobre 2007, registrando un incremento del 13% rispetto all’anno precedente, quando i ticket furono 4milioni, seguito dai Musei Vaticani, sempre a Roma, con 4.310.000 presenze. Al terzo posto, a sorpresa, si è piazzato il parco dei divertimenti più famoso d’Italia, Gardaland, adagiato sulle sponde del lago di Garda, vicino a Verona. Le sue oltre quaranta attrazioni hanno richiamato oltre 3milioni di visitatori ed il merito forse è da attribuire anche alla multinazionale del divertimento inglese Merlin Entertainments che ha acquistato il parco nel 2006 ed in breve tempo lo ha portato al quinto posto della graduatoria mondiale dei parchi divertimenti. Nella graduatoria di luoghi a pagamento più visitati nel 2007 il quarto piazzamento è stato ottenuto invece dagli Scavi archeologici di Pompei, con 2.540.000 visitatori, un luogo magico a ridosso del Vesuvio. L’altra grande sorpresa è il quinto posto di Mirabilandia, frequentato da 2milioni di persone nel 2007. Con i suoi 750.000 mq d’estensione, di cui 100.000 dedicati al parco acquatico, è la più grande struttura dedicata all’intrattenimento presente nel nostro paese. La classifica vede poi i piazzamenti della Galleria degli Uffizi con 1.629.000 visitatori, la Galleria dell’Accademia a Venezia che registra 1.290.000 di presenze, Castel Sant’Angelo con 850.000 curiosi e per ultima, la grandiosa Reggia di Caserta con 671.000 avventori.

Nel complesso in ogni caso la cultura e l’arte resistono all’attacco del divertimento: i visitatori dei musei pubblici e privati, dei monumenti, delle mostre e delle aeree archeologiche sono circa 50 milioni ogni anno e vale a dire il doppio di chi si reca nei 139 parchi tematici italiani.

La Valle della Morte: la terra degli estremi

Febbraio 11, 2008

Al confine tra il Nevada e la California, 483 km a nordest di Los Angeles, nel cuore del Mojave Desert si estende il Death Valley National Park, la famigerata Valle della Morte. Situata in uno scenario a dir poco spettacolare, fatto di vette imponenti, ondulati strati rocciosi, dune sabbiose ed inaspettate sorgenti d’acqua, la Valle della Morte è il luogo più basso, più arido e più caldo degli Stati Uniti. Nelle giornate estive la temperatura raggiunge anche i 50° C e nel 1934 si registrò addirittura la temperatura record di 57°C. L’aspetto di questa valle è suggestivo e ciò che colpisce è la sua rara e spettacolare bellezza, segnata dall’incredibile contrasto tra il passo Deadman o il Dry Bone Canyon e vette maestose come il Telescope Peak. Questa vetta, che tocca i 3353 metri di altitudine, segna il limite ovest del Parco Nazionale, delimitato ad est dal promontorio di Dante’s View, a nord dal cratere di Ubehebe e dalle dune di sabbia di Eureka (alte anche 200 metri) e a sud dal buco nero di Badwater, la depressione più bassa dell’emisfero occidentale, che arriva a meno 94 metri dal livello del mare. Tutto questo nel raggio di poche decine di chilometri.
La Death Valley non è propriamente una valle ma piuttosto un blocco di terra che continua inesorabilmente a sprofondare tra le catene montuose che si ergono tutte intorno. Scoperta nel 1849, divenne famosa quando vi si scoprì il borace, un importante composto del boro indispensabile alle industrie, fino alla sua trasformazione in Parco Nazionale nel 1933.
Alla interno del parco, contrariamente a quello che si è portati a credere, vivono centinai di specie vegetali e animali autoctone, quaranta delle quali non sono riscontrabili in nessun altro luogo del pianeta.
Tra i luoghi più suggestivi della Death Valley c’è sicuramente l’Artists Palette, in cui i depositi di minerali hanno formato macchie di colore che tingono le colline dal rosso al rosa, dall’arancione al verde, fino al viola. Dallo Zabriskie Point, reso noto nel 1970 dall’omonimo film di Michelangelo Antonioni, si gode un panorama che toglie il fiato sulle colline rugose e sulle dune sabbiose e perfettamente scolpite che ricordano il Sahara. In fondo la vetta appuntita del Manely Bacon. La zona più turistica dell’intera valle è sicuramente il Furnace Creek, una vera oasi di palme e sorgenti naturali nella quale si trova anche un campo da golf a 18 buche (per soggiornare Furnace Creek Inn). Se si vuole avere un’ampia visuale sull’intera zona ci si deve recare a Dante’s View (1600 m), un punto panoramico nel quale si gode di una vista impareggiabile, a 360° fino a 160 km di distanza. Il periodo migliore per visitare la Valle della Morte è da ottobre a maggio e all’alba o nel tardo pomeriggio per ammirare i giochi di luce.
Punti di accesso alla Valle della Morte reperiti su Wikipedia

  • da Sud, dalla statale 15 che unisce Los Angeles con Las Vegas, a Baker si gira verso Nord e sulla strada 127 che porta al paese di dove si imbocca verso Ovest la strada 178 che porta al Jubilee Pass.
  • da Est, da Las Vegas, sulla strada 95 che va verso Reno si gira verso Ovest per la Death Valley Junction e poi si continua sulla strada 190 per Furnace Creek.
  • da Est, provenendo da Reno verso Las Vegas sulla strada 95, all’altezza di Beatty, si gira verso Ovest per Stovepipe Wells.
  • da Nord, provenendo da Reno sulla strada 95 per Las Vegas, si imbocca la strada che porta allo Scotty’s Castle e si scende verso Sud a Furnace Creek.
  • da Ovest, sulla direzione da Reno a Los Angeles, si imbocca da Olancha verso Est la strada 190 che da Panamint Springs attraverso Emigrant Canyon, porta a Stovepipe Wells.
  • da Ovest, sulla direzione da Reno a Los Angeles, si imbocca da Ridgecrest verso Est la strada 178, che porta da Trona, da Wildrose, attraverso Emigrant Canyon, a Stovepipe Wells.

Moleskine City Notebook: la prima guida scritta da te

Febbraio 4, 2008

Moleskine City Notebook è la nuova collezione della leggendaria Moleskine, il taccuino diventato celebre per essere stato il fedele compagno di viaggio di tanti artisti e scrittori famosi, da Chatwin a Van Gogh, da Picasso ad Hemingway e Matisse. La Moleskine City Notebook è un guida turistica un po’ speciale perché, oltre a fornire le informazioni sulla città a cui è dedicata, consente anche di annotare impressioni, notizie e curiosità e di creare le proprie mappe personali. Ogni Moleskine City Notebook è dedicata ad una città diversa. Per ora sono state pubblicate le guide per Amsterdam, Barcellona, Berlino, Chicago, Boston, Dublino, Firenze, Lisbona, Londra, Los Angeles, Madrid, Milano, Montreal, New York, Parigi, Praga, Roma, San Francisco, Seattle, Venezia, Vienna e Washington.
Ognuna di esse è composta da 228 pagine, con mappe a colori, ed è fornita di una chiusura ad elastico. Rilegata a punto refe, dispone di una tasca a soffietto e tre segnalibri di colori diversi. Le guide Moleskine contengono poi, fino a 36 pagine con la Key Map riassuntiva della città, cartine di zona con ingrandimento del centro e mappa della rete metropolitana, fino a 76 pagine bianche per annotare pensieri e ricordi, un archivio di 96 pagine con tacche predefinite o personalizzabili con gli adesivi in allegato, 32 foglietti removibili per appunti volanti e 12 Post It trasparenti da posizionare sulla mappa per tracciare i propri percorsi.
Ai Moleskine City Notebook è anche collegato il sito MoleskineCity.com, dove convergono i blog di Milano, Roma, Parigi, Berlino New York, Londra e Barcellona. Chiunque può mettere online i propri suggerimenti, le proprie esperienze, le segnalazioni di avvenimenti e tutte quelle informazioni utili a chi vuol vivere la città, entrando a far parte della community di Moleskine City Blogs. Per ora il sito è solo in lingua inglese ma presto dovrebbe arrivare anche la versione in italiano.
I Moleskine City Notebook possono essere acquistati sia online che in tutte le migliori librerie

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