Archivi: Gennaio 2008

I 53 luoghi da visitare assolutamente nel 2008

Gennaio 29, 2008

Il New York Times ha stilato la lista delle 53 destinazioni nel mondo assolutamente da visitare nel 2008. I motivi addotti sono i più svariati: dal museo appena inaugurato, come il Berardo Collection Museum di Lisbona, all’incredibile nuovo albergo di design (un esempio è il DuoMo di Rimini), fino al volo low cost che copre una tratta nuova ed inedita.
Di seguito riporto la classifica:

  1. Laos
  2. Lisbona
  3. Tunisia
  4. Mauritius
  5. Mid-Beach, Miami
  6. South Beach, Miami
  7. Maldive
  8. Death Valley
  9. Courchevel (Francia)
  10. Libia
  11. Hvar (Croazia)
  12. Puerto Vallarta (Messico)
  13. Sylt (Germania)
  14. Praga
  15. Quito (Ecuador)
  16. Liverpool
  17. Monaco
  18. Iran
  19. Toscana
  20. Anguilla (Piccole Antille)
  21. Bogotá
  22. Playa Blanca, Panama
  23. Alessandria
  24. Mazatlán (Messico)
  25. Santa Lucia
  26. Oslo
  27. Buenos Aires
  28. Rimini
  29. Malawi
  30. Roatàn (Honduras)
  31. Mozambico
  32. Kuwait City
  33. Verbier (Svizzera)
  34. Lombok (Indonesia)
  35. Passaggio a Nordovest
  36. Isola di Pasqua
  37. Virgin Gorda (Isole Vergini Britanniche)
  38. Namibia
  39. San Francisco
  40. Detroit
  41. Itacaré (Brasile)
  42. Kilimangiaro
  43. Algeria
  44. San Diego
  45. Málaga
  46. Puerto Plata (Repubblica Domenicana)
  47. Londra
  48. Vietnam
  49. Essaouira (Marocco)
  50. Las Vegas
  51. Barossa Valley (Australia)
  52. New York
  53. Tokaj (Ungheria)

I dati Trademark confermano l’addio alla settimana bianca

Gennaio 22, 2008

Sembra ormai giunta al capolinea l’era della settimana bianca. Oggi va per la maggiore il ‘week end’ bianco. A confermare questa situazione, gli stessi operatori turistici che stanno registrando rispetto all’anno appena trascorso, una netta diminuzione dei tempi di soggiorno in montagna. Secondo una ricerca condotta da Trademark Italia, istituto di ricerca e consulenza sul turismo, la permanenza degli italiani sulla neve dura al massimo quattro o cinque giorni, anche se la percentuale di vacanzieri è del 40%, molto maggiore di quella dello scorso anno. Per Trademark questa percentuale poi, è destinata ad aumentare ulteriormente nel 2008. La riprova a questi dati viene anche dall’ultima ricerca Doxa, svolta per conto di Europcar (la società di autonoleggio leader in Italia), su mille interviste ad un campione nazionale rappresentativo della popolazione adulta. Secondo la ricerca sono circa 14 milioni gli italiani che scelgono di passare le proprie vacanze invernali in montagna, segnando un incremento di circa il 25% rispetto alla stagione invernale 2007. La settimana bianca viene scelta solo dal 18,9% di colore che pensano di andare in montagna contro la maggioranza, ben il 55,4%, che prediligono i weekend, magari ripetuti nell’arco del periodo invernale o il fine settimana lungo di 3 o 4 giorni (21,3%).
La tendenza che si sta prendendo piede inesorabilmente in questa stagione è costituita anche dal cambiamento delle abitudini dei vacanzieri. Chi va in montagna non vuole solo delle belle piste innevate ma è alla ricerca soprattutto di benessere e divertimento. Sempre dai dati Trademark si evince che il 55,9% delle persone intervistate cerca qualcosa di più rispetto alle piste. Lo sciatore di oggi vuole il benessere, vuole essere coccolato e viziato. Ormai solo una piccola minoranza è interessata “a pomeriggi e serate tipiche a base di vin brulé, adesso chi frequenta la montagna cerca alberghi, residence, villaggi, appartamenti che consentano l’accesso facile a strutture del Benessere” come spiega la ricerca Trademark. “Oggi un albergo senza un’area wellness, senza una spa o un centro termale dove rilassarsi (e apparentemente combattere lo stress) è molto meno interessante di un hotel che queste cose le propone e le esalta”. Peccato che gli albergatori non siano ancora riusciti a cogliere questo trend ormai dilagante in tutta la penisola. Solo pochi hanno capito che rilegare ad un piano secondario i centri benessere rispetto alle strutture ricettive è un errore che può costare molto caro in termine di competitività.

Granada, l’ultima città araba in Europa

Gennaio 15, 2008

Sono stata a Granada ormai sei anni fa ma il suo ricordo è ancora intatto ed indelebile. Le sue stradine strette che si inerpicano sulla collina, i banchetti pieni di spezie multicolori, i locali in stile arabo dove sedersi a bere un the e fumare un narhgilè, le piazzette piene di studenti chiassosi e lassù, ad incorniciare il tutto, lo splendore dell’Alhambra, la fortezza-città che sovrasta, sia per la sua posizione che per la sua mole, l’intero abitato. La posizione di Granada è a dir poco invidiabile. Alle sue spalle si erge l’imponente catena montuoso della Sierra Nevada e dall’altra parte, ad appena una sessantina di chilometri, il mare della Costa Tropical. Federico Garcia Lorca la descrisse così “un tralcio di vite, un raggio si sole segnano il luogo dove batte il mio cuore” a sottolineare il legame indissolubile con la città che gli diede i natali (nacque nel 1898 a Fuentevaqueros, un paese vicino).

Granada fu l’ultima città europea a sfuggire alla dominazione musulmana. Nel 1492 Muley Boadbil consegnò le chiavi dell’Alahmbra ai Re Cattolici, dopo 777 anni di dominazione musulmana, segnando al fine dell’epopea araba di Al-Andalus. Ancora oggi, in questa vivace città, il mondo occidentale e quello arabo convivono armoniosamente, donandole un aspetto quasi magico ed unico, difficile da immaginare altrove nel continente europeo. L’Alhambra è l’esempio supremo della perfezione di questo insolito connubio. Quando Granada fu restituita ai cattolici, i musulmani iniziarono ad essere perseguitati e le loro moschee ad essere saccheggiate. Solo ‘la Rossa’ (chiamata così per il colore che le sue pietre assumono al tramonto del sole), costruita in epoca medievale, si salvò e venne anzi ristrutturata dai sovrani cattolici. Posta sulla collina della Sabina la fortezza dell’Alhambra è raggiungibile o a piedi o in minibus. Noi avevamo optato per la prima scelta visto che la guida parlava di appena 25 minuti di piacevole e semplice camminata. Ma vi assicuro che vedersi sfilare davanti minibus veloci ed agili, pieni di gente sorridente mentre tu arranchi su una salita infinita e ripidissima consapevole che tutte quelle persone arriveranno prima di te nell’interminabile file, non è una sensazione piacevole! La visita però ripaga di ogni sofferenza. I suoi bellissimi giardini, le sale finemente decorate con arabeschi, i patii, i saloni ed i corridoi, le colonne, i bellissimi azulejos, i ruscelli ed i giochi di acqua, rimangono impressi nella memoria del visitatore per sempre. Quando si varca la soglia d’ingresso dell’Alhambra si entra in mondo sconosciuto, di fiaba. L’Alcazaba, i Palazzi Nasridi, il Generalife sono le varie sezioni di questo palazzo-città la cui visita può occupare l’intera giornata. E’ possibile visitare l’Alhambra anche la sera ma molte delle parti del palazzo sono chiuse.

Per informazioni sulle prenotazioni ed i biglietti per la visita all’Alhambra si possono consultare i siti:
I biglietti per l’Alhambra (su e-viaggionline.it)
Informazioni specifiche sull’Alhambra
Informazioni sull’Andalusia

Un Boeing fatiscente per tornare dalle Maldive

Gennaio 9, 2008

Su Repubblica.it è apparso, in esclusiva, il video sconvolgente del rientro dei 150 turisti italiani bloccati alle Maldive. Il rientro dei nostri connazionali è avvenuto su un aereo fatiscente ed insicuro, un Boeing della Royal Falcon del 1985 affittato da AirEurope. I turisti, bloccati all’aeroporto di Malè, per mancanza di posti sull’aereo, dovevano già fare ritorno in Italia ieri l’altro. Gli sfortunati vacanzieri, nonostante il possesso del biglietto aereo acquistato tramite il tour operator milanese Reliance, hanno dovuto attendere oggi per riuscire a tornare a casa. E per fortuna che la Farnesina era intervenuta per favorire il loro rientro…

Il giro del mondo con Panoramio

Gennaio 3, 2008

Per chi è appassionato di fotografia ed ama viaggiare non solo fisicamente ma anche con la fantasia c’è il sito Panoramio.com. Acquistato da Google nel maggio dello scorso anno mette insieme la tecnologia di Google Maps e la possibilità per gli utenti di caricare le proprie foto. A giugno l’archivio fotografico contava 2 milioni di foto, oggi sono già quasi il doppio. Una crescita praticamente esponenziale. Navigare all’interno di Panoramio è molto facile. Si può scegliere di entrare attraverso il motore di ricerca interno, digitando il nome del luogo, oppure consultando il Mappamondo, se non si conosce il nome esatto del luogo di nostro interesse (spesso il nome è riconosciuto dal motore di ricerca solo in lingua inglese). In questo modo si accede alla pagina in cui viene visualizzato, a destra la mappa del luogo prescelto e a sinistra le immagini disponibili per quella località. Le anteprima delle foto sono posizionate all’interno della mappa, nel punto in cui sono state collocate dagli utenti, collegate con un link agli ingrandimenti originali. Il meccanismo di Panoramio è irresistibile anche perché sprona a caricare le proprie foto e a contribuire a questo incredibile patrimonio. Gli utenti, infatti, possono registrarsi e mettere le foto che hanno scattato in giro per il mondo. Il procedimento è estremamente veloce. Si sceglie l’immagine sfogliando il proprio archivio e la si posiziona nella mappa, tramite un puntatore, nel luogo in cui è stata fatta. Nel giro di un mese l’immagine è visionabile da tutti e fa parte ufficialmente della grande collezione di Panoramio. Tra le cose che mi sono piaciute immediatamente c’è la possibilità di vedere quante volte la tua foto è stata visionata dai visitatori esterni, cosa che aiuta molto l’autostima di noi fotografi dilettanti, e l’opportunità di segnalare agli amici le immagini che ci hanno colpito di più. Una galleria di foto incredibili che ognuno di noi può contribuire ad arricchire con le proprie esperienze. Niente di più bello e divertente.

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